“La Madonna del latte” di Jean Fouquet: Madonna o Regina? – Libertà e arte
Libertà e arte

“La Madonna del latte” di Jean Fouquet: Madonna o Regina?

E’ sorprendente la modernità di questo antico dipinto realizzato tra il 1452 e il 1455 dal pittore francese Jean Fouquet (1420 circa-1481).

Si tratta di “La Madonna del latte in trono col bambino”, commissionato a Fouquet da Etienne Chevalier, tesoriere del re di Francia Carlo VII per un altare della collegiata di Melun, eretto in memoria di Agnès Sorel, amante del sovrano, morta nel 1449-50 dopo aver dato alla luce il quarto figlio avuto col re. 

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Jean Fouquet – La Madonna del latte in trono col bambino, 1452-1455 – olio su pannello – 94.5 × 85.5 cm – Museo Reale delle Belle Arti, Anversa (Belgio)

Considerate le insolite, emblematiche caratteristiche di quest’immagine sacra, si pensa addirittura che nella Vergine si celi proprio il ritratto di Agnès.

La donna aveva fama di essere bellissima, molto intelligente ed incredibilmente elegante, vestita con abiti sontuosi e ornata di preziosi gioielli; all’epoca veniva definita “la signora dal bel seno” e si diceva che: “…non contenta di brillare con il suo abbigliamento, teneva a mostrare ciò che aveva di più bello e perciò scopriva abbondantemente spalle e petto.”

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Ritratto di Agnès Sorel, copia dall’originale perduto di Jean Fouquet,
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Ritratto di Agnès Sorel – Autore sconosciuto – Scuola francese del XV° secolo – olio su tavola – 53 × 61 cm – Museo delle Belle Arti di Angers

Questo spiegherebbe la strana rappresentazione della Vergine che, avvolta da un mantello di ermellino, con una sfavillante corona posata sul velo quasi invisibile e seduta su un trono adorno di perle e gemme, assomiglia più ad una regina che alla semplice ed umile Maria; la dolcezza tipica della Madonna, la sua benevolenza e la sensazione di calore e accoglienza che emanano generalmente le sue immagini, hanno lasciato il posto ad un volto e una figura dall’espressione altera, algida, distante e ambigua. Anche la luce che la illumina è fredda come il colore bianco della pelle e le sue geometriche forme che paiono intagliate nell’avorio.
Che si tratti realmente di Agnès Sorel non è sicuro ma certamente il dipinto fu realizzato per un ambiente ristretto, colto e raffinato come quello della corte francese.

Oltre alla Vergine e al Bambino, nell’opera appaiono angeli di due colori diversi che riempiono tutto lo sfondo. Il blu, simbolo della sapienza divina era il colore dei cherubini, mentre il rosso, l’amore di Dio, era riservato ai serafini.

Il dipinto faceva parte del “Dittico di Melun”, considerato il capolavoro di Jean Fouquet, oggi smembrato ma che si componeva originariamente di due scomparti: “la Madonna del latte” occupava lo scomparto destro ed è conservata al Museo Reale delle Belle Arti di Anversa, mentre lo scomparto sinistro si trova nella Gemäldegalerie di Berlino e rappresenta “Etienne Chevalier con Santo Stefano”; l’intera opera venne firmata da Jean Fouquet con un suo autoritratto in miniatura (diam. 6 cm) realizzato con smalto su un medaglione in rame, visibile al Louvre.

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Jean Fouquet – Etienne Chevalier con Santo Stefano, 1452-1458 – olio su tavola – 95.9×85 cm – Gemäldegalerie, Berlino
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Jean Fouquet – Autoritratto, 1450-55 – rame smaltato – 6 cm – Museo del Louvre, Parigi

LeA

Fonti:
restaurars.altervista.org
it.wikipedia.org

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