Giotto e il primo bacio della storia dell’arte – Libertà e arte
Libertà e arte

Giotto e il primo bacio della storia dell’arte

Chiamato ad affrescare la Cappella degli Scrovegni a Padova, Giotto (1267-1337) realizzò tra il 1303 e il 1305 una serie di pannelli divisi da cornici geometriche che illustrano in sequenza cronologica gli episodi salienti della vita di Maria e Gesù.
Una delle scene più importanti del ciclo di affreschi, conosciuta come “l’Incontro alla Porta D’Oro di Gerusalemme, è quella che riguarda i genitori della Vergine, Anna e Gioacchino, mentre si scambiano un tenero e commovente bacio; uno dei baci d’amore più straordinari mai realizzati prima, assolutamente innovativo per l’epoca e considerato il primo della storia dell’arte.

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Giotto – l’Incontro alla Porta D’Oro di Gerusalemme, 1303-1305 – Affresco – 200 x 185 cm (registro più alto della parete destra, guardando verso l’altare), Cappella degli Scrovegni, Padova
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Giotto – l’Incontro alla Porta D’Oro di Gerusalemme, 1303-1305 (dettaglio)

Eseguito in tempi prematuri come gli inizi del Trecento, il dipinto è un capolavoro non solo in termini pittorici ma anche per la grande umanità che ne scaturisce ed i tanti sentimenti che Giotto è riuscito a raffigurare ed esprimere attraverso i suoi personaggi: estrema intimità, amore, commozione, dolcezza e gioia negli sguardi e nei gesti; Giotto è inoltre riuscito a trasmetterci episodi di vita sacra che non avevano alcun modello figurativo di riferimento in quanto la vicenda di Anna e Gioacchino non viene mai menzionata nel Vangelo e deriva unicamente dai testi apocrifi.

Storia di Anna e Gioacchino
Anna e Gioacchino, dopo una vita vissuta insieme amandosi fedelmente, già anziani, non erano riusciti a procreare; per questo erano stati bollati come maledetti dai Rabbini del Tempio dal quale Gioacchino era stato malamente scacciato. Per la vergogna egli si era allontanato tra i suoi pastori e non aveva fatto più ritorno a casa.
Anna, rimasta da sola, vedova, profondamente triste e con la “colpa” di essere sterile passava le giornate affliggendosi e pregando.
Ben presto però un angelo annunciò ad entrambi la nascita miracolosa di un figlio, nonostante la loro età avanzata.

Il momento del bacio rappresenta proprio l’istante in cui Gioacchino ritorna a casa (testimone il pastore alle sue spalle) e ritrova Anna che gli corre incontro e gli getta le braccia al collo. È un momento di così profonda gioia che i due anziani si lasciano andare ad un appassionato bacio sulla bocca e si avvolgono in un unico abbraccio che unisce anche le loro aureole. Gli occhi si fissano, le labbra si toccano, i visi sembrano compenetrare l’uno nell’altro, Giotto fa parlare ogni gesto, ogni parte del corpo e non dimentica l’anzianità dei personaggi che viene sottolineata raffigurandoli con i volti solcati da rughe. Alle spalle di Anna assistono alla scena quattro amiche di Anna che non trattengono l’entusiasmo, “ …sono felici per la loro amica che abbandona la condizione di vedova”, come raccontano i Vangeli apocrifi, e Giotto ci mostra anche “la vedovanza”, rappresentata dalla donna al centro della scena, vestita di nero; non guarda i coniugi e non partecipa al momento gioioso… dopo nove mesi nascerà Maria.

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Giotto – l’Incontro alla Porta D’Oro di Gerusalemme, dettaglio del bacio.
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Giotto – l’Incontro alla Porta D’Oro di Gerusalemme, dettaglio delle amiche di Anna.
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Giotto – l’Incontro alla Porta D’Oro di Gerusalemme, dettaglio della “vedovanza”

La Cappella degli Scrovegni

La Cappella degli Scrovegni, intitolata a Santa Maria della Carità e considerata uno dei capolavori dell’arte occidentale, fu fatta costruire agli inizi del ‘300 dal ricchissimo signore padovano Enrico Scrovegni, come oratorio privato e futuro mausoleo familiare, in suffragio del padre Reginaldo, collocato da Dante (Divina Commedia) in Inferno perché usuraio.

La cappella, costituita da un’unica navata coperta con volta a botte, era collegata al sontuoso Palazzo Scrovegni (abbattuto nel 1827) attraverso un ingresso laterale.
In due anni, Giotto ne curò probabilmente la progettazione e la decorò interamente, aiutato da una squadra di circa quaranta collaboratori.

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Gli affreschi sulle pareti furono organizzati in fasce e pannelli divisi da cornici geometriche, incentrati sui temi della salvezza, dei vizi e delle virtù, nonché, come già detto, sugli episodi della vita di Gesù, Maria, Anna e Gioacchino. Nella controfacciata è dipinto il grandioso Giudizio Universale. La volta rappresenta l’ottavo giorno, il tempo dell’eterno: un cielo blu intenso trapuntato di stelle e decorato con 10 medaglioni circolari (pianeti) che racchiudono la Madonna, Cristo e otto Profeti.

LeA

Fonti:
Guida Ufficiale alla Cappella degli Scrovegni
artspecialday.com
it.wikipedia.org
padovanet.it

Commenti

2 commenti su “Giotto e il primo bacio della storia dell’arte

    • Buongiorno Margot! Grazie per aver scritto e per le belle parole. Sono felice di essere stata abbastanza esauriente nel descrivere questo capolavoro che per la sua doppia bellezza, quella artistica e quella umana, racchiude in sè un’inesauribile fonte di narrazione e presentazione. Un caro saluto e a presto!

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