Articoli / Attualità - Arte- Informazione - Cultura

Oggi avrei voluto parlarvi di Tammam Azzam, artista siriano, pittore che da quando si trova lontano dal suo Paese ha sentito il bisogno di cambiare il modo di fare arte ed ha trovato l’immagine digitale per esprimere il suo stato d’animo, per protestare e mostrare al mondo la realtà siriana. Ma scriverò di lui nel prossimo articolo di venerdì perché i recenti bombardamenti su scuole, ospedali e civili siriani mi hanno portata ad una riflessione che non riesco a tenere per me e non voglio che rimanga muta.

Covare rabbia, rancore, risentimento o addirittura odio, con il bisogno di farli esplodere in qualche modo è intrinseco all’Essere Umano. Non mi piace, vorrei che non fosse così ma devo arrendermi all’evidenza.

Riproduzione-Waterhouse-Medea-pittura-vendetta-attualità-www.libertaearte.com

Medea, simbolo di donna pericolosa, piena di odio, rancore e voglia di vendetta.
Riproduzione di “Medea”, 1906-1907 ca di John William Waterhouse (1849-1917) – olio su tela -61 x 53 cm – Sketch.
Collection Stephen and Linda Waterhouse- www.repro-tableaux.com

In un mondo ideale ognuno saprebbe come incanalare, trasformare e far sfociare il proprio lato negativo in qualcosa di più benevolo per se stesso e per gli altri, tutti si sforzerebbero di addomesticare la propria rabbia latente.

E’ uno sforzo che alcuni fanno, ma non tutti e se a non farlo sono coloro che tirano le fila del mondo e hanno in mano le sorti delle persone, allora diventa molto pericoloso……….. la necessità ciclica dell’Uomo di manifestare la parte peggiore di se’ prende il sopravvento e scoppiano le guerre.

Era tanto che il desiderio di vendetta stava maturando ed incalzava, alla fine anche sulla Siria sono iniziati i bombardamenti indiscriminati delle grandi potenze e la legge del Taglione ha vinto.

La Francia è in guerra” ha dichiarato Hollande qualche mese fa, esortando tutta l’UE ad allearsi. Non so se fosse completamente consapevole della gravità, del peso e dell’impatto di queste parole ma l’ISIS gli aveva fornito su un piatto d’argento l’occasione per poter finalmente liberare quel sentimento di cieco odio che sentiva dentro, impossibile da contenere, e l’ha sputato davanti al mondo.

Quanto avrà goduto in fondo in fondo a sé stesso? Quanto si sarà sentito alleggerito e insieme a lui tutti i suoi “colleghi” che avranno tirato un sospiro di sollievo per non aver dovuto prendere l’iniziativa e nel contempo felici di poter dare inizio alle “danze” ?!

Certo si tratta di difendersi contro l’ISIS ed annientarlo, con questa gente non si può negoziare ed occorre risolvere il problema dalla radice: la Siria appunto, già martoriata da 4 anni di guerra civile.
Se poi nel frattempo vengono uccisi anche i civili, pazienza, o tanto meglio, così si risolve in parte anche il problema dei migranti richiedenti asilo.

Follia…..sono i cicli e ricicli della storia, non siamo in un’era peggiore di altre passate, ma ci siamo ricaduti, il grafico è ad un punto molto basso.

E l’Arte in tutto questo cosa c’entra? Può aiutare a cambiare il mondo o quantomeno a combattere con musica, parole e immagini l’indifferenza e l’ignoranza oppure qualsiasi sforzo è vano?

Per favore, ditemi, può l’Arte essere talmente potente da sensibilizzare, migliorare e capovolgere almeno in parte le situazioni ?

LeA

2 CELLOS – They don’t care about us – Ancora 5 piccoli minuti per vedere e sentire questi ragazzi: ne vale la pena, musica e violoncelli per esprimere rabbia e dissenso.

La Foto di testata si riferisce al dipinto “Urlo di disperazione” del pittore Gioacchino Pitarresi. 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *