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Due suggestive sculture nella capitale ungherese.

Budapest è una città giovane, in transizione e colma di una storia che non viene dimenticata.

Al centro di Pest c’è il vivace Quartiere Ebraico, l’ex ghetto, con la Sinagoga Dohány, la più grande d’Europa, la terza al mondo costruita in stile moresco tra il 1854 e il 1859, bombardata e ricostruita nel 1991.
Nel suo cortile è stato eretto uno straordinario salice piangente, “L’albero della vita” costruito in memoria delle vittime dell’olocausto e in memoria di Raoul Wallenberg, il diplomatico svedese di stanza a Budapest che salvò molti ebrei della città.

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L’opera è stata voluta dalla Fondazione Emanuele (creata dall’attore Tony Curtis, in memoria degli ebrei sterminati, tra i quali suo padre) e realizzata in argento dallo scultore ungherese Imre Varga.
Su ogni piccola foglia, cinquemila in tutto, vi è inciso il nome di un ebreo caduto nel ghetto di Budapest e al quale questa scultura molto significativa, ma tutt’altro che triste vuole ridare vita e luce.

 

 

Non lontano da lì, sulle rive del Danubio, si trova un altro dei numerosi monumenti di Budapest che ricordano il suo tragico passato.

Si tratta di sessanta paia di scarpe scolpite in bronzo, arrugginite e logorate dal tempo ma ben salde e allineate per quaranta metri lungo la sponda del fiume.

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La scultura è stata realizzata nel 2005 dallo scultore Gyula Pauer e dall’amico regista Can Togay, entrambi ungheresi, in memoria del massacro perpetrato a Budapest dai miliziani del Partito delle Croci Frecciate (partito filonazista e antisemita che governò l’Ungheria dall’ottobre 1944 al gennaio 1945) a danno degli ebrei rinchiusi nel ghetto.

Le scarpe (preziose all’epoca anche a causa del clima rigido) rappresentano quelle fatte togliere ai numerosi uomini, donne e bambini sopravvissuti agli stenti della loro prigione-ghetto o scampati alle deportazioni; fu deciso di ucciderli in massa, trascinandoli sul bordo del Danubio e gettandoli, legati nelle acque e le correnti gelide del fiume.

Quest’opera, silenziosa, defilata, piccola a cospetto dei grandi edifici circostanti ha tuttavia una forza ed un impatto straordinari, capaci di suscitare grande impressione, emozione e commozione!

LeA

Foto di LeA e da Wikipedia


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