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Tammam Azzam accanto ad una sua installazione: Attraversamento della Frontiera – Biennale Internazionale di Vancouver 2014-2016 – Museo all’aperto – Photo: roaming-the-planet

Nell’articolo di martedì scorso “Uomini che sputano vendetta” ho fatto riferimento alla Siria e ad un artista, Tammam Azzam che con le sue opere s’impegna per aiutare il suo Paese in guerra.

A questo proposito mi sono chiesta ed ho chiesto anche a voi se l’Arte può cambiare e migliorare il mondo.
Secondo Tammam: “Credo che l’arte non possa salvare il Paese. … Ma credo allo stesso tempo che tutti i tipi di cultura, arte o scrittura, cinema o fotografia , possano ricostruire qualcosa in futuro .

Un equilibrato messaggio di speranza, quindi.
Pretendere che l’Arte cambi letteralmente il mondo è troppo, ma può segnare ed influenzare le coscienze e la sensibilità delle persone, arrivando ad un miglioramento progressivo della Società.

Infatti, l’arte produce immagini che hanno una funzione educativa, critica ed eversiva, sono dirette ed incisive e possono pertanto contribuire significativamente ad un determinato cambiamento, tanto più se le si dà il modo di esprimersi in modo nuovo e diverso, di interagire con le persone, di uscire dai consueti spazi dedicati e di non essere limitata, esclusiva ed accessibile solo a certe persone.

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Tammam Azzam – Quando il pane è mescolato al sangue, 2012 – “…Perché il pane è diventato qualcosa di prezioso in questi giorni…. stavano cercando di ottenere un po’ di pane da mangiare .. ..più di 200 persone sono morte in pochi minuti dopo l’attacco ..”

Tammam Azzam è nato a Damasco nel 1980. Si è laureato presso la Facoltà di Belle Arti e si è dedicato per diversi anni alla sua prima specializzazione: la pittura ad olio. Il successo che riscuote in Siria come pittore non gli impedisce di dedicarsi ad un’altra passione: il disegno grafico, esperienza che gli tornerà utile quando dovrà andarsene dalla Siria.

Nel 2008, Tammam entra all’Ayyam Gallery, un’importante organizzazione artistica fondata a Damasco nel 2006 ed accreditata a livello internazionale, con Sedi a Londra, Dubai e Beirut.
Tammam inizia a tenere mostre in varie città del Medio Oriente ma lo scoppio della guerra civile siriana, nel 2011, lo obbliga a fuggire dal Paese e con la famiglia si rifugia a Dubai, dove vive e lavora attualmente.

La sua vita cambia drasticamente, è potuto scappare ma ha perso tutto.
Cerca un nuovo modo di esprimere le sue sensazioni e raccontare gli eventi che accadono in Siria.
Passa dalla pittura all’arte digitale e il suo lavoro, sempre all’interno dell’Ayyam Gallery diventa una forma di protesta, un modo per mostrare al mondo la reale situazione in Siria, denunciare la violenza del conflitto in atto e contribuire alla ricostruzione del suo Paese.
Fa tesoro della sua precedente esperienza ed inizia ad usare tecniche di manipolazione digitale, quelle della Street Art e le unisce in maniera innovativa alle tecniche artistiche tradizionali.

Nel 2013, Tamman approda a Londra con una sua prima mostra personale “The Syrian, allestita negli spazi espositivi dell’ Ayyam Gallery. La mostra comprende tre serie di opere, il lavoro compiuto a Dubai nei due anni precedenti, carico di sensazioni, sentimenti, emozioni:

La Serie “Syrian Museum”, 10 opere dedicate a dipinti di fama mondiale.
Si tratta di composizioni realizzate con particolari programmi computerizzati e fotografie digitali, che uniscono immagini di celebri dipinti a quelle delle macerie siriane.
Queste composizioni sembrano dei veri e propri murales ma lo diventeranno veramente quando Tamman potrà tornare in Siria, a coronamento del suo progetto di Street Art che, come afferma lui stesso, è un grande strumento di dissenso e protesta, difficile da censurare.

Con le opere dei grandi Maestri dell’arte all’interno del contesto siriano, l’autore vuole contrapporre le conquiste ottenute dall’Umanità e le distruzioni che lei stessa è capace d’infliggersi. Sono immagini forti, dal grosso impatto emotivo dell’amore contro l’odio, del bene contro il male, sono immagini intense che vogliono colpire lo spettatore, scuoterlo e suscitare in lui riflessioni.

Una delle opere più celebri di questa serie è “Freedom Graffiti” (2012) che riproduce “Il Bacio” di Gustav Klimt su un muro semidistrutto e crivellato di colpi.
Ma c’è anche la “Danza” di Henri Matisse dove i personaggi del dipinto ballano sulle macerie di un palazzo, l’opera intitolata “3 maggio 1808″ di Francisco Goya, con la quale l’autore ha rappresentato il massacro di quel giorno di civili innocenti durante la guerra d’indipendenza spagnola. Tammam inserisce le figure in una strada Siriana per mettere in evidenza tutti i 3 maggio che da anni avvengono quotidianamente in Siria.

La Serie “Bon voyage dove l’artista, attraverso la tecnica del collage fa “volare” interi edifici di Damasco sopra ai palazzi del potere.

La Serie “United Russia, United Nations e United States”. Qui Tammam denuncia apertamente queste tre grandi potenze, in lotta fra di loro per la supremazia, la conquista di potere, denaro e prestigio senza minimamente curarsi del Popolo siriano.

Di recente Azzam è tornato a dipingere ed ha realizzato la Mostra “The Road” (La Strada), le cui opere sono per ora esposte a Dubai.

Questi nuovi dipinti fanno parte della Serie “Storeys(Piani), sono di grandi dimensioniin acrilico su tela ed eseguiti a partire da foto dell’agenzia di stampa Reuters; i lavori rappresentano città devastate e desolanti, prive di qualsiasi presenza umana e di vita, il senso di vuoto e di alienazione vissuto da milioni di persone fuggite verso destinazioni sconosciute, in cerca di asilo.

L’autore ha voluto affiancare alla pittura un ciclo di stampe, opere multimediali digitali a colori che raffigurano varie sfaccettature urbane ed accompagnare le sue opere con detriti sparsi per la Galleria e l’installazione di un’inquietante e significativa scala industriale ricolma di macerie: “The Starway to Heaven” (La scalinata verso il Paradiso).

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Tammam Azzam – The Stairway to Heaven (La Scala per il Paradiso) – Mostra The Road, 2015-2016

Tammam ha da poco ricevuto anche una borsa di studio per artisti all’Istituto Hanse-Wissenschaftskolleg for Advanced Study di Delmenhorst, Germania.

Nel corso degli ultimi 3 anni ha acquisito grande consenso in Europa e negli Stati Uniti, presentando le sue opere in numerose esposizioni fra le quali:
nel 2013: 30a Biennale di Arti Grafiche a Lubiana
nel 2014: Biennale di Vancouver, Houston, Boston, New York, Dakar, Berlino, Budapest, Seoul e Nuova Delhi.
nel 2015: Sarajevo, Amsterdam, Regno Unito partecipando al Banksy’s Dismaland, Fondazione Giorgio Cini a Venezia.

LeA

Tutte le foto qui pubblicate sono state personalmente autorizzate da Tammam Azzam.
Fonti:
ayyamgallery.com
facebook.com/tammam.azzam

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