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La partenza, al di qua del viaggio
Consueto Agosto di vacanza.
Un pugno di giorni dilatati, resi infiniti da intense sensazioni.
Lunghe giornate fuggite via.

Si parte con le aspettative di chi varcherà la frontiera tra reale e sogno, trascorrendo giorni
dopo i quali niente sarà più uguale, tutto sarà meglio.
Si parte col vigore di chi ha appena affidato i fardelli della vita a Settembre, colui che vive al di là del viaggio, dopo il quale niente sarà più uguale, tutto sarà meglio.

Colui, pare, capace di attenuare problemi ed incertezze rendendoli al nostro ritorno
lievi o inesistenti.

Le mie due Terre
Consueto Agosto di vacanza.
Eppure insolito, diviso tra due Terre opposte, lontane e complementari, magicamente diventate Una, nella mente e nel cuore, a dar forma al sogno del luogo ideale, privo di punti cardinali.

La cara Irlanda, malinconica, verde Isola dai prati sconfinati; erba, erba fresca e riposante
che lambisce mari, laghi, torrenti e vi si specchia.
Spazi tanto grandi da apparire senza limiti; poche case, nessuna folla, riservatezza accogliente e premurosa.
Regno del silenzio, impenetrabile che neanche il rumore della mente, abituata al frastuono ed in cerca di un qualsiasi suono, può turbare.

Il Sud Italia, inondato di luce e di calore dove il blu del cielo ed il giallo del sole si tuffano assieme in mare, tingendolo di verde; un mare dove lo sguardo sprofonda nella trasparenza delle acque
e si allarga verso un orizzonte sconfinato; quel mare che se lo dipingessi, io, intingerei il pennello nel prezioso verde smeraldo e lo addolcirei con la purezza del bianco; sul fondo, con linee dorate, soffici e flessuose seguirei i dolci disegni creati dalla sabbia, esaltati dai raggi potenti e penetranti;
lontano, accenderei la tela di piccole rapsodiche luci, riverbero del sole sulla leggera increspatura del mare accarezzato dalla brezza.

cilento2-www.libertaearte.com

Cilento-Santa Maria di Castellabate, 2016

Care Terre, vi vorrei entrambe, ti vorrei Unica, specchio degli stessi miei due opposti che si attraggono e si respingono ma con caparbia ostinazione anelano la comunione.

Verdi i pascoli ed il mare, di vellutata morbidezza ammantati avvolgenti come braccia
dove è dolce perdersi e rinascere.
Silenzio e calore, splendenti i colori, il cuore al mondo aperto.

L’Isola che non c’è getta le prime fondamenta nella chiarezza di come è; identificarla fa sì che esista, limpida certezza e rassicurante speranza crea, di un dì trovarla.

Il ritorno, al di là del viaggio
Consueto Agosto di vacanza.
Consumato.
Si torna, le valige si disfano, ma i bagagli dei ricordi e dei giorni spensierati restano intatti, a rendere, loro sì, più lievi quei fardelli ancora esistenti che Settembre restituisce, al di là del viaggio
dopo il quale niente è più uguale.
Si torna, alla propria dimora lasciata in custodia al tempo e al distacco, ritrovandola linda, calda,
familiare e rassicurante, quale essa è, da sempre ma da noi mal percepita.
Capiamo allora che lei, proprio e solo lei, splendente, accogliente più che mai, è la nostra vera Isola, è tutta noi stessi.

LeA

Luz Marina Aguzzoli
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Legge: 22/4/41 n.633

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