Articoli / Attualità - Arte- Informazione - Cultura

Ingiustizie, disprezzo e violenze contro le donne. Niente di più antico, niente di più attuale.

Nessuna retorica volta a convincere e persuadere, casomai dialettica atta a dimostrare: vorrei infatti portare un esempio concreto di come mettere in pratica, nella vita di tutti i giorni, quello che considero il motore principale per migliorare la mentalità e l’indole delle persone: questo motore è l’educazione dei bambini, dei ragazzi, dei giovani.

Ma arrivo all’esempio, riportando le parole di una mia cara amica che qualche giorno fa raccontava il bel pomeriggio passato con suo figlio di 10 anni:

“Ieri bel pomeriggio di sport con la Fiorentina femminile che ha disputato una partita incredibile per grinta e bel gioco ed è ora prima in classifica. Su tutte ha brillato Alia che lo scorso anno allenava i nostri cuccioli. Grazie all’ Olimpia perché negli occhi ammirati dei nostri bambini per queste ragazze calciatrici sta un bel pezzo della loro educazione.”

Quindi: dei genitori e degli istruttori, delle ragazze, dei bambini che giocano e si divertono, un’occasione eccezionale per far passare nelle loro menti in formazione un messaggio di naturale e spontanea uguaglianza e parità fra le persone, un messaggio di profondo rispetto e considerazione nei confronti di chiunque e qualunque cosa li circondi, contribuendo così ad un rinnovamento di mentalità nelle nuove generazioni, una sana boccata d’ossigeno per tentare di uscire da questo nuovo Medioevo nel quale ci troviamo.

Bravi agli organizzatori e bravi a quei genitori che intravedendo l’occasione, l’hanno colta e hanno saputo conciliare svago ed istruzione, in maniera semplice ma efficace.

Perché fare un esempio e raccontare questa storia?
Perché magari in molti approvano questo modo di pensare e di comportarsi, ci credono veramente ma a loro volta, in buona fede e per una lunga serie di motivi, non lo applicano.

Non occorrono iniziative o idee eclatanti, non importa inventarsi del tempo che non esiste o sconvolgere l’organizzazione familiare, è più semplice e meno impegnativo di quanto possa sembrare. Ognuno lo può fare semplicemente giocando, parlando e vivendo con i propri figli, nipoti, alunni. E’ attraverso cose normali e spontanee, come portare un “maschietto” ad una partita di calcio femminile che si può invertire la rotta e col tempo fare davvero la differenza.

Non si pensi che sia una battaglia persa o di non aver voce in capitolo. Col tempo e perseveranza, con e per questi bambini e questi ragazzi, ognuno di noi, nella propria quotidianità può contrastare pregiudizi, paura ed ignoranza, schemi mentali vecchi ed incrostati che provengono da lontano e che continuano tutt’ora ad alimentare divisioni, violenza, negazione o totale intolleranza nei confronti di chiunque non faccia parte di un determinato esclusivo piccolo mondo……………………vi ricordate le riprovevoli ed infelici parole di C. Tavecchio , Presidente della FIGC : “Noi siamo in questo momento protesi a dare una dignità anche sotto l’aspetto estetico della donna nel calcio. Perché finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sulla resistenza, sul tempo, sull’espressione anche atletica e invece abbiamo riscontrato che sono molto simili”

Senza contare che l’educazione nei confronti delle donne è indispensabile ma non fine a sé stessa in quanto implica automaticamente gli stessi valori anche nei confronti di qualunque “diversità” e minoranza.

LeA

Sarei felice di scambiare opinioni, ricevere i vostri commenti, esperienze e testimonianze inmerito a questo tema così importante ! Grazie. Ciao !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *