Artisti che conosco

5 minuti per fermarvi e pensare al Natale in modo diverso.

Il mio regalo di Natale per voi sono alcuni pezzi di una bellissima collezione privata di 41 presepi provenienti da tutto il mondo.
Questa sorprendente raccolta è il frutto di anni di viaggi di una squisita Signora torinese che ho da poco conosciuto e che ha ereditato la passione da sua mamma. Ho avuto l’occasione di intervistarla chiedendole le origini di quella che lei stessa chiama una “storia di ordinaria follia”.

Rosella, mi racconta in che modo sua madre è riuscita a trasmetterle la passione per i presepi?
“Mia madre era toscana; appena sposata si trasferì in Piemonte dove trovò usi e costumi diversi e dove la tradizione del Presepe era meno sentita rispetto alla sua regione d’origine.
Per lei, giovane sposa lontana da casa, riuscire a proporre ed affermare questa tradizione, fu un po’ come affermare sé stessa in seno alla nuova famiglia piemontese del marito.”
Lei ricorda i presepi di sua madre?
“Certo ! Li ricordo molto bene. All’epoca avevamo una casa molto grande e mia madre tutti gli anni organizzava una grande costruzione del presepe, alla quale tutti, anche i bambini partecipavano.”
E le altre tradizioni natalizie?
“Contavano molto meno del presepe. Certo, facevamo anche l’albero e il pranzo il 25 ma per esempio i regali ce li scambiavamo il giorno della Befana.”
L’idea della collezione quando nasce?
“L’idea della collezione nacque molti anni dopo, quando mi capitò per caso di acquistare un piccolo presepe peruviano in un negozio equo solidale, così cominciò la raccolta; viaggiando molto per lavoro iniziai a cercarne dei nuovi in tutti i Paesi in cui mi recavo e non mi sono più fermata. A casa nostra è diventata abitudine invitare tutti gli anni, prima di Natale, amici e parenti per mostrare loro i nuovi pezzi della collezione e festeggiare insieme.”

Il presepe di quando era bambina lo allestite ancora ? A sua mamma piace la collezione?
“Mia mamma è molto anziana. Tutti gli anni le regalo un piccolo presepe e lo apprezza molto ma si accerta che il “suo grande” ce l’abbia io e l’abbia montato, cosa che non manco mai di fare nel salone di case mia ed è il pezzo più importante !”
Mi hanno suscitato curiosità ed interesse i presepi provenienti da Paesi musulmani. Me ne può parlare?
“I “presepi musulmani” chiaramente non li ho acquistati già fatti ed i personaggi non rappresentano la Sacra Famiglia.
Quando mi reco in Paesi che non sono di Fede cristiana compro dei personaggi di vita quotidiana dall’artigianato locale, delle piccole case, una moschea o altri luoghi di culto, gli animali e poi a casa costruisco il presepe.”
Questo per lei ha un significato particolare?
“Sì, nello spirito di universalità e di uguaglianza fra tutti i Popoli ho voluto accostare il simbolo della Natività cristiana a scene in cui persone di altri Credi si recano verso il loro luogo di preghiera e di raccoglimento, nessuno escluso.”

Grazie Rosella per la sua disponibilità e per questo suo pensiero da cogliere come messaggio e augurio di tolleranza e pacifica convivenza.


Origini e brevi cenni storici 

Il termine presepe o presepio deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia e recinto chiuso dove venivano custoditi ovini e caprini.
Immagini della natività sono state ritrovate anche nelle catacombe romane risalenti al IV° secolo e tante sono state le rappresentazioni pittoriche.

Tuttavia, la prima rappresentazione vivente del presepe fu realizzata da San Francesco d’Assisi nella notte di Natale del 1223 quando volle rievocare la nascita di Gesù, come aveva visto fare poco tempo prima a Betlemme, dove si era recato in viaggio.
In un bosco di Greggio vicino a Rieti, Francesco allestì la mangiatoia in una caverna naturale e vi portò un bue ed un asino viventi. I frati e la popolazione si riunirono attorno a lui per ascoltarlo ed assistere a quello straordinario evento.
Queste notizie provengono da Tommaso da Celano, frate francescano che, tra il 1228 e il 1257 scrisse la vita di San Francesco.

Da allora, l’usanza del presepe iniziò ad espandersi e rapidamente si estese in tutta Italia. Esso veniva allestito nelle chiese e divenne un prezioso rito per il popolo in quanto capace di raccontare gli eventi e trasmettere la fede in maniera semplice e comprensibile.
Col tempo la tradizione di rappresentare la Natività si diffuse in tutta Europa.
Dal 1600 il presepe iniziò a diffondersi anche nelle case, solo in quelle dei nobili fin verso la fine dell’Ottocento, poi entrò nelle abitazioni dei borghesi e del popolo.

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Presepe tedesco barocco del 1704

I due presepi non viventi più antichi al mondo sono:
• quello conservato nella Basilica di Santo Stefano a Bologna e scolpito in legno verso la fine del 1200. Inizialmente senza coloritura, quest’Adorazione dei Magi fu dipinta nel 1370 in stile gotico dal pittore bolognese Simone dei Crocefissi.
• quello commissionato da Papa Niccolò IV, francescano, allo scultore Arnolfo di Cambio per celebrare il presepe di Greccio. L’artista realizzò la sua Natività intorno al 1291, nell’oratorio del Presepio sotto la Cappella Sistina nella Basilica di Santa Maria Maggiore dove è tutt’ora visitabile. Di Cambio modellò in marmo l’adorazione dei Magi con la Sacra Famiglia, il bue e l’asinello, in tutto otto figure fra le quali solo la Madonna col bambino non è più quella originale ma rimaneggiata nel 1500.

Una curiosità

Al Museo Nazionale di Monaco di Baviera è possibile ammirare una delle più grandi collezioni di presepi al mondo (la sezione dedicata ai presepi napoletani del ‘700 è la più ricca esistente), lasciata in eredità dal collezionista tedesco Max Schmederer che durante la sua vita raccolse presepi delle zone alpine ed italiani e tutti gli anni a Natale apriva casa sua per mostrarli ai suoi concittadini …………………… nello stesso spirito di condivisione che anima Rosella.

Buon Natale a tutti !!

LeA

Fonti:
it.wikipedia.org
www.krippenmuseum.com
spazioinwind.libero.it
www.o-presebbio.com

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