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Fra due giorni sarà l’otto Marzo, giorno dedicato alla donna ed io dedico oggi la pagina del mio Blog a quattro pittrici (più una) che dal 1500 ad oggi, ognuna nel suo tempo hanno dimostrato un grande talento artistico ma anche grande coraggio e una forte personalità anticonformista.

Sono Artemisia Gentileschi (Italia 1593-1653), Berthe Morisot (Francia 1841-1895), Tamara de Lempicka (Polonia 1898-1980) e Topazia Alliata (Italia 1913-2015).

Artemisia Gentileschi, pittrice di scuola caravaggesca dal talento e dalla passione artistica precoci, ebbe una vita molto travagliata durante la quale si impegnò costantemente per conquistare la sua indipendenza e la propria affermazione professionale malgrado le numerose difficoltà e pregiudizi.
Il famoso processo per stupro da essa intentato è diventato nel secolo scorso un simbolo del femminismo internazionale.

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Artemisia Gentileschi – Autoritratto come allegoria della Pittura, 1638-39 – olio su tela – 98.6 × 75.2 cm – Royal Collection, Castello di Windsor, Inghilterra

Berthe Morisot, pittrice impressionista francese, nonché cognata e musa prediletta di Edouard Manet fu una donna fuori dai canoni e dagli schemi del suo tempo, riuscendo ad affermarsi col suo talento e la sua personalità in un mondo e in un ambiente prevalentemente maschili. Lo scrittore, poeta e filosofo francese Paul Valéry disse che Berthe Morisot seppe “vivere la sua pittura e dipingere la sua vita”.

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Berthe Morisot – Giorno d’estate. Il lago al Bois de Boulogne, 1879 – olio su tela – 45,7×75,2 – National Gallery, Londra

Tamara de Lempicka, icona dell’Art Déco, dalla pittura sensuale e scandalosa fu una donna dallo spirito libero, disinibita, eccentrica, e progressista; con grande fascino, eleganza e trasgressione divenne indiscutibilmente un simbolo di emancipazione femminile e di modernità dei primi decenni del ‘900; ne è testimone il suo celebre dipinto “Autoritratto in Bugatti verde” nel quale l’artista si ritrae al volante dell’auto evocando libertà e indipendenza. Purtroppo di sé stessa disse: “Vivo la vita ai margini della società, e le regole della società normale non si applicano a coloro che ne vivono ai margini”.

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Tamara de Lempicka – Autoritratto in Bugatti verde, 1928 – olio su tavola – 35 x 26

Topazia Alliata, pittrice, gallerista, imprenditrice e appassionata amante dell’arte e della cultura, è nata e cresciuta in una delle più grandi famiglie dell’aristocrazia siciliana. Contro ogni conformismo, in anni in cui le donne non avevano molte possibilità di studio e di lavoro, Topazia indipendente e all’avanguardia scelse giovanissima di iscriversi all’Accademia delle Belle Arti seguendo anche il Corso di Nudo, e aderì ad un movimento pittorico d’avanguardia dando scandalo nella buona società palermitana dell’epoca.
Deceduta neanche due anni fa dopo una lunga interessante vita, disseminata tuttavia da dure prove, la pittrice palermitana è sempre stata avanti rispetto al suo tempo, eclettica, affascinante e coraggiosa.
Amore giovanile di Renato Guttuso, sposò Fosco Maraini ed ebbe tre figlie tra le quali la scrittrice Dacia Maraini.
“Si dà per scontato che le donne siano una categoria umana inferiore per storia e tradizione consacrata…Nessuno si è dato la briga di andare a vedere, a studiare, ad approfondire questi dipinti, dando per scontato che essendo di mano femminile, sia in partenza arte marginale, trascurabile, infantile, primitiva, irrilevante. Ma questo si chiama pregiudizio. Sentimento che si trasforma facilmente in discriminazione. Discriminazione da pregiudizio”(Dacia Maraini).

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Topazia Alliata – Autoritratto al cavalletto

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Topazia Alliata – Autoritratto con il campanile basso, detto anche autoritratto con piccozza, 1933 – 41,9×50,5

Pur essendo un esempio di forza e coraggio, non ho volutamente incluso Frida Kalho perché penso che la sua Arte, la sua vita e la sua affascinante e combattiva personalità siano ormai conosciute più o meno a tutti ed ho lasciato così spazio ad altri nomi molto importanti ma forse un po’ meno noti.

LeA

Fonti:
arte.rai.it
beniculturali.it
it.wikipedia.org

Commenti

  1. Charo Rosmary Zonta Dice: marzo 6, 2017 at 3:29 pm

    Meraviglioso post …. fai onorare tutte le Donne di essere Donne !

    • Ciao Charo e grazie per il tuo bel commento. Ritengo che si debba essere fiere di essere donne. Immense risorse, capacità e sensibilità sono alcune delle nostre belle caratteristiche, senza però (s)cadere nella leziosità, nell’invidia e nei pettegolezzi tipici di certe personalità femminili. Che ne pensi ?

  2. Non sono molte le donne che si sono affermate nel campo dell’arte e quelle che ci sono riuscite non sono mai arrivate al podio più alto, quello riservato agli uomini.
    Berthe Morisot è stata una di queste, complice il suo innato talento e la fortuna .di essere nata a Parigi
    “Le berceau”, dipinto tutto sommato di dimensioni modeste entra nell’anima dell’osservatore e sprigiona sentimenti di pace, tenerezza, empatia.
    Il viso della madre intento a vegliare sul sonno della figlia esprime tutta la tenerezza e la consapevolezza di un domani incerto.
    Chiudendo con grazia e delicatezza il velo come un sipario sui torti della vita che il domani ci riserva.

    Un forte abbraccio cara Luz Marina, ben ritrovata, una bella emozione…
    marco e tany

  3. Cari amici, sono convinta che l’Arte sia dispensatrice di gioia, benessere e positività; lo dimostra il fatto che, anche se indirettamente è tramite lei che ci siamo ritrovati.
    Grazie per la sensibilità e l’attenzione delle vostre parole, è stupendo poter condividere bellezza ed emozioni scaturite da un’opera d’arte o dal lavoro di un artista.
    Grazie per non avermi dimenticata, per avermi cercata ed essere tornati.
    Un abbraccio forte anche a voi! A presto.

    Luz Marina

    • Cara Luz Marina, ho avuto il privilegio di vivere dentro l’arte, ma di questo ne parleremo appena potremo incontrarci.
      Raccontarci i nostri trascorsi sarà cosa lunga, ma piacevole.
      Hai la mia mail mandami due righe cosi avrò la tua.
      Con simpatia
      marco

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