Artisti che conosco

Qualche tempo fa ho avuto l’occasione e il piacere di conoscere un’artista molto particolare che si dedica indifferentemente alla pittura e alla scrittura completando con le due discipline la sua espressione artistica e personale.
Si chiama Maddalena Tiblissi e vive a Firenze. In qualità di pittrice ha acquisito il nome d’Arte di “Medea” ed è in questa veste che per il momento parlerò di lei.
Medea ama la musica, i viaggi e si cimenta nello studio di lingue e popoli stranieri, lontani dal nostro tempo e dalla nostra cultura; quindi, oltre che artista, la definirei una “ricercatrice ed antropologa”.
Sono stata da lei un pomeriggio intero durante il quale ho potuto godere della vista dei suoi dipinti, parlare amichevolmente e rivolgerle alcune domande per l’intervista che mi ha concesso:

Ciao Medea, gli argomenti dei quali parlare sono tanti ma andiamo per ordine e raccontaci un po’ quando hai iniziato a dipingere.
La mia passione per la pittura è nata all’incirca quando avevo sei anni. Naturalmente all’epoca non dipingevo ad olio ma usavo acquerelli e tempere, che erano più alla portata di una bambina. La mia tecnica è cresciuta insieme a me, si è trasformata negli anni e con la pittura a olio ha trovato la sua espressione ideale. I soggetti sono stati sempre i ritratti, i paesaggi non mi hanno mai ispirato.
La maggior parte delle tue opere ritraggono donne ed utilizzi quasi esclusivamente il rosso e il blu, Spiegaci queste tue scelte.
Con i miei dipinti rappresento l’universo femminile e creo allo stesso tempo un legame col mio mondo personale e quello delle donne più in generale.
Cerco di raffigurare le tante sfaccettature delle donne, distaccando la figura e ritagliandola da qualsiasi contesto temporale attraverso gli sfondi uniti, senza dettagli, per i quali oltre al rosso e al blu, talvolta utilizzo anche il bianco oppure il blu scuro, cioè il tutto e il niente.
L’impiego di questi unici colori non è stata una scelta ponderata, non esiste un motivo specifico. Prima dipingevo con tutti i colori della tavolozza, e ad un certo punto ho iniziato a “vedere” e concepire le mie tele solo in blu e rosso.
Da quel momento tutto il precedente lavoro non ha più avuto per me motivo di essere, l’ho sentito solo come “preparatorio” al mio vero modo di dipingere, un’evoluzione insomma, una maturazione inconscia, puro istinto.
La rielaborazione logica e razionale è scaturita successivamente, dagli incontri ed i commenti di critici d’arte e giornalisti.

Cosa rappresenta l’Arte per te stessa, a quale bisogno risponde?
L’arte in generale ci mette in contatto con la nostra sensibilità e ci apre la strada della consapevolezza e della ricerca interiore. Prendendoci per mano ci porta verso una trasformazione.
Ecco, per me l’arte rappresenta proprio questa trasformazione, continua e profonda; infatti, nel caso della pittura, durante il processo creativo, non soltanto la rappresentazione sulla tela è in continuo divenire ma anche la personalità stessa del pittore; e forse il mio cambiamento nell’uso dei colori dipende proprio da questa trasformazione.
In senso metaforico invece la pittura è per me come l’acqua indispensabile e fondamentale per continuare a vivere ed esprimermi.
Il tuo motto preferito è “Conosci te stesso”, spiegaci perché
Sì, è vero… il mio motto preferito è “Conosci te stesso”, che era scritto sul Tempio di Apollo a Delfi, perché penso che il contatto col proprio io interiore sia importantissimo.
E a livello sociale ed umano cos’è l’Arte?
Se “L’arte più antica è il sogno” come diceva Borges, è proprio la pittura la forma artistica che meglio ci permette di visualizzare il corso della storia dell’umanità, dal periodo più antico fino ad oggi.
La visione globale delle continue trasformazioni a livello sociale e storico ci è stata tramandata e comunicata infatti attraverso i dipinti. In questo senso la pittura è la linea conduttrice del nostro circuito spazio-temporale.
Nella società odierna invece gli uomini, lanciati in una folle corsa verso l’edonismo e la superficialità, si nutrono di immagini false e senza vita, perdendo così il proprio io interiore, una perdita che si manifesta in molti modi, a volte anche in maniera cruenta. A dispetto di tutte queste false immagini, la pittura rimane ancora oggi ciò che continua a riflettere le trasformazioni della società, e non le illusioni.
Ricerca dell’infinito e illimitato, la pittura è una presa di coscienza del momento per momento, di ascolto di se stessi e di dialogo con le diverse parti di noi, cosa di cui abbiamo estremamente bisogno. Non è un caso se chi detiene un certo tipo di potere cerca prima di tutto di eliminare le forme artistiche e assoggettarle ai propri scopi.
Potresti raccontare brevemente le tue esperienze artistiche ?
Dal 1998, oltre ad esporre le mie opere in gallerie d’arte qui a Firenze, ho partecipato a una ventina di esposizioni e mostre a livello nazionale ed internazionale, in Austria ed in Francia, soprattutto a Parigi. Collaboro inoltre con diversi poeti, che ispirati dalla mia arte scrivono poesie sui miei dipinti oppure con altri che mi chiedono di pubblicare le mie opere sui loro libri di poesia.

Bene, grazie Medea per il tempo che ci hai dedicato e sicuramente torneremo a parlare del tuo lavoro, della tua arte e del tuo pensiero. Buon proseguimento !

LeA

Per mettersi in contatto con Medea scrivere a: libertaearte@gmail.com

Il dipinto di testata è "Specchio specchio delle mie brame 3" - Collezione "Donne allo specchio"-olio su tela-50x70 cm

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