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Le perle sono legate alla luna, all’acqua e alla donna. Le perle, dalla brillante iridescenza, si diceva fossero la magica unione fra la rugiada, l’acqua marina e gli astri, in particolare la luna, per la sua lucentezza; nascevano nelle conchiglie ma anche dalle lacrime, trasformando il dolore in gioia.

Una leggenda araba narrava che “le perle sono gocce di rugiada cadute in mare nelle notti di luna piena e penetrate nelle ostriche.”

Plinio riprese questa leggenda dicendo che: “le ostriche nel tempo degli amori si aprono quasi sbadigliassero, si riempiono di rugiada che le feconda e partoriscono poi perle.”

In India “la perla era il frutto dell’amplesso fra l’acqua marina e la luce della luna dentro l’alcova formata da un’ostrica aperta.”

E ancora: “l’ostrica emerge dal mare nelle prime ore del mattino, e la sua conchiglia apre la bocca, assorbe la rugiada celeste e il raggio del sole e della luna e delle stelle, e con la luce degli astri superiori produce la perla” (Physiologus-opera redatta ad Alessandria d’Egitto, tra il II e il IV secolo d.C. da autore ignoto).

Simbolo d’amore, bellezza e fertilità le perle sono state spesso dedicate a Venere (Afrodite nell’Antica Grecia), nata dalle acque del mare proprio come loro.

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Affresco ritrovato a Pompei nel Tempio di Venere: Venere in una conchiglia – I° secolo d.C.

A partire dal Medioevo si disse che le perle significavano lacrime perché nate dal pianto degli angeli ribelli ed anche perché si pensava che il mollusco contenuto all’interno della conchiglia morisse dopo aver generato la perla e che questa fosse la sua lacrima.

Tuttavia erano lacrime che si trasformavano in qualcosa di immensamente bello e luminoso come le perle, riscattando il dolore in gioia.
Una bella metafora delle difficoltà della vita attraverso le quali bisogna passare per arrivare alla felicità.

Ma fin dai tempi più antichi, in tutte le culture è stata fatta anche l’associazione conchiglia-madre, perla-bambino; la perla come simbolo essenziale della femminilità creatrice;

Sublime espressione di questa simbologia è il dipinto “A water baby” del pittore inglese Herbert James Draper (1863-1920) che mi porta anche a ripensare all’antica credenza di cui parlavo sopra, cioè che “le perle portano lacrime”; infatti il figlio-perla nasce dal dolore e dalle lacrime che la madre-conchiglia prova per partorirlo.

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Herbert James Draper (Londra 1863-1920) – A Water Baby, circa 1900 – olio su tela – Manchester Art Gallery

L’arte profana le ha abbondantemente rappresentate come ornamento, simbolo di ricchezza e potere.

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Marcus Gheeraerts (Bruges 1561 ca. – Londra 1636) – Ritratto di Anna di Danimarca, 1614 – Olio su tavola – 110,5 x 83,7 cm – Royal Collection, Londra

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Bartolomeus Van Der Helst – Ritratto di donna (dettaglio), 1649 – olio su tela – Museo dell’Hermitage, San Pietroburgo.

Il grande artista Jan Vermeer (1632-1675) amava molto illuminare i suoi dipinti con le perle che compaiono non solo nel famosissimo ritratto della “Ragazza con l’orecchino di perla” ma in quasi tutti i suoi ritratti femminili.

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Johannes Vermeer (Olanda, 1632-1675) – Signora e domestica oppure Domestica che porge una lettera alla Signora (dettaglio), 1666-1668 circa – olio su tela – 90,2×78,4 – The Frick Collection, New York

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Johannes Vermeer (Olanda,1632–1675) – Donna seduta alla spinetta (dettaglio), 1673 circa – National Gallery, Londra

La perla, bianca, pura senza difetti per la perfezione della sua forma sferica ha rivestito una grande importanza spirituale e religiosa.
Nel Cristianesimo, secondo le epoche ha avuto numerosi significati diversi.
Il primo fra tutti la purezza e la castità della Vergine, ma anche le sue lacrime, rappresentate dalle perle a goccia.
Anche Gesù Cristo è stato spesso identificato con la perla la cui rarità l’ha assimilata a tutto ciò che è prezioso, difficile da trovare e quindi da custodire, come la verità, la conoscenza, la saggezza ed il Paradiso stesso.

In questo elegante capolavoro di Filippo Lippi si vedono le perle sull’acconciatura della Madonna, sullo scollo del vestito, e sull’originale e significativo cuscino a forma di conchiglia.

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Filippo Lippi (1406-1469) – Madonna col bambino e due angeli, detta Lippina, 1465 circa – tempera su tavola – 92×63,5 cm – Museo degli Uffizi, Firenze

LeA

Fonti:
netperla.info
blog.genisi.com
restaurars.altervista.org
fiabeinanalisi.blogspot.it

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