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Divertimento, mistero e sentimento sono le tre componenti fondamentali del libro “La Mano del Santo”, racconto autobiografico dello scrittore, grafico e restauratore fiorentino Carlo Ciatti.

Il libro, edito da Nardini Editore è un “noir” molto originale, intrigante, esilarante e di scorrevole lettura che sorprende per le incredibili vicende, realmente accadute, narrate dall’autore con grande realismo e dovizia di particolari.

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Carlo Ciatti

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“La Mano del Santo” è un poliziesco ambientato a Firenze che coinvolge e appassiona grazie alla simpatia dei suoi numerosi personaggi e alla bravura dell’autore che li fa muovere descrivendo e citando via via i luoghi da loro frequentati e le strade che percorrono lungo il dipanarsi della storia, rendendo quest’ultima reale e permettendo al lettore di entrarci dentro ed immedesimarsi completamente.

Si tratta di tre storie distinte che si collegheranno alla fine tra loro, attraverso una trama ben strutturata e un meccanismo d’intrecci sapientemente condotto dall’autore, risolvendo il caso di una misteriosa mano trovata per caso in un cassonetto e sulla quale indagherà il commissario Cappelli affiancato dai suoi collaboratori.

E’ un racconto avvincente nel quale, oltre all’ironia, all’avventura e al mistero non mancano le note sentimentali e gli accenni ad un’epoca passata ma non troppo lontana che Carlo Ciatti riporta alla memoria con molta tenerezza e sensibilità.

Ho incontrato l’autore a Firenze che, con molta disponibilità, ha accettato di rispondere ad alcune mie domande:

La sua prima forma di espressione artistica è la pittura, mentre “La Mano del Santo” rappresenta la sua prima opera letteraria. Qual è il motivo che l’ha portata a scrivere?
“Mi piace raccontare storie, ma non inventarle. Ripenso a posteriori alle cose che mi sono accadute e cerco di coglierne l’aspetto grottesco. E’ un compito facile per noi fiorentini che siamo tentati di non prendere niente sul serio, a parte la Fiorentina!
Ho iniziato a condividere queste vicende con gli amici, apprezzando il loro interesse e la loro curiosità tanto che le mie storie sono diventate un rituale di quando ci incontriamo; un giorno mi hanno incoraggiato e suggerito di raccoglierle in un libro e quando ho saputo che un mio amico aveva in mente di fare la stessa cosa, ho deciso di raccogliere la sfida.”

Ci sono altri autori che hanno in qualche modo influenzato la sua scrittura?
“Sono un grafico cresciuto guardando i grandi maestri dell’incisione: Rembrandt, Dürer, Piranesi, Goya, Dorè, Klinger. Da loro ho cercato di rubare la qualità del segno, il progetto dell’insieme senza mi dimenticare la drammaticità, l’ironia o la semplice bellezza dell’opera.
A questo mi sono ispirato nello sviluppare i miei racconti, ma questa volta senza attingere volontariamente alla caratteristiche o alle idee di altri autori. Tuttavia, nel mio background letterario il primo nome che mi viene in mete è Simenon.
Quando disegnavo, a coloro che si interessavano ai miei lavori dicevo che non ero un artista ma un buon artigiano; nello scrivere vorrei poter dire altrettanto. Non è un’opera d’arte ma è un bel prodotto.”

“La Mano del Santo” è totalmente autobiografico e racconta tutti fatti realmente accaduti oppure c’è una parte di immaginazione, una parte di realtà romanzata?
“Le storie che racconto sono tutte reali, vissute in prima persona o rubate da confidenze di amici o conoscenti. Quando si trasferiscono sulla carta diventano mie creature che hanno una vita propria e che si prendono la libertà di andare dove vogliono fino a quando si esauriscono da sole.
Comunque ho imparato che la realtà supera di gran lunga ogni più fervida immaginazione e non devi fare quasi niente per rendere le storie inverosimili.
“La Mano del Santo” si è scritto da solo, ho solo dovuto tenere a freno qualche personaggio.”

Ha altri progetti letterari per il prossimo futuro? Se sì, può darne un’anticipazione?
“Proprio in questi giorni ho consegnato la bozza del secondo libro al mio Editore, Nardini. Il titolo provvisorio è: “La morte inquieta” dove la parola “inquieta” può essere intesa come aggettivo o come verbo.
Questa volta non sono tre storie unite da un filo conduttore, bensì un unico romanzo in cui il commissario Cappelli, protagonista della parte centrale della Mano del Santo, percorre il libro in tutto il suo sviluppo. Ancora una volta non poteva non appassionarsi ad un mistero irrisolto del passato. Casualmente, presso il cimitero di Trespiano a Firenze il commissario scopre una lapide di un impresario teatrale ucciso negli anni ’30 e il cui assassino non è ancora stato scoperto. All’epoca, il nonno del Cappelli frequentava quell’ambiente e questo lo invoglia ad indagare sul mistero.”

Una stupenda anticipazione che ci regala Carlo Ciatti, parlandoci del suo prossimo libro nel quale si ritrovano alcuni personaggi del primo, pur essendo i due romanzi completamente indipendenti.

Ma, nell’attesa di poter gustare le nuove avventure del commissario Cappelli, consiglio vivamente di leggere “La Mano del Santo”, che ritengo sia davvero un ottimo esordio per quest’autore emergente di Firenze.

LeA

LA MANO DEL SANTO di CARLO CIATTI – Nardini Editore – 2016 – 152 pagine
https://www.amazon.it-La Mano del Santo-Carlo Ciatti

https://www.ibs.it/mano-del-santo-libro-carlo-ciatti

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