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L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.” (Vasilij Kandinskij, Punto, linea, superficie)

BLEU DE CIEL (AZZURRO CIELO) di Wassily Kandinsky. Dipinto realizzato nel 1940, è la reazione di Kandinsky alla guerra appena cominciata. Kandisky morirà solo quattro anni più tardi, nella sua casa di Parigi dove, in tempo d’occupazione vive recluso con sua moglie Nina.

L’Azzurro cielo è quello che vede dalla finestra del suo studio e come dice lui stesso: “Esso è il colore del cielo e richiama l’uomo verso l’infinito”.

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Wassily Kandinsky – Azzurro cielo (Bleu de ciel), 1940 – olio su tela – 100 x 73 cm – Musée National Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi.

In questo cielo azzurro, leggermente velato, volteggiano dei microrganismi, piccoli esseri dai vivi e allegri colori, creature di origine terrestre e acquatica, insetti e meduse ispirate da antiche tappezzerie scoperta a Parigi dall’artista.

Kandinsky sostituisce quindi le forme geometriche con forme organiche e le rappresenta sciolte e fluttuanti, assolutamente libere di muoversi senza limitazione alcuna.

Sono due fattori di fondamentale importanza in quanto, abbandonando totalmente qualsiasi costrizione e rigidità geometrica alla base, insieme ai colori, del suo linguaggio artistico il pittore padre dell’astrattismo, nello specifico contesto storico in cui si trova, esprime in modo direi geniale l’infinito, la libertà e la “sua liberazione”.

LeA

Fonti:
it.wikipedia.org
cultura.biografieonline.it
babelearte.it

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