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Pochi minuti per capire che la sua è pura Arte; come se fosse una tela, un marmo o un foglio di carta, lei prende stoffe vuote, anonime e con fili, pennelli e pietre preziose le trasforma in opera d’arte, in spettacolari abiti scultura.

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L’Artista designer è Guo Pei, cinese, nata nel 1967, epoca in un cui, nella Cina di Mao, si potevano indossare solo divise senza colori né decorazioni.
“Con la poca stoffa disponibile, mia madre mi cuciva dei vestiti, io l’aiutavo e sognavo di fare vestiti da grande” (Guo Pei).
La sua comprensione emotiva ed artistica sono quindi profondamente radicate nella sua infanzia, l’alta moda è un suo sogno di bambina, un’aspirazione e poi una passione che l’hanno motivata fino a diventare una prestigiosa artista di successo nel suo Paese e oggi anche di fama mondiale.

Disegno, pittura, alta oreficeria, preziosi ricami: molteplici forme d’arte contribuiscono alla creazione delle opere ideate da Guo Pei.

L’estetica e l’idea di Guo Pei è sempre stata quella di riprendere le antiche tradizioni culturali del suo Paese e riportare alla luce le arti millenarie cinesi, la pittura, il ricamo ma anche il fasto, gli splendori ed il lusso delle famiglie imperiali.
“La cultura del mio Paese scorre in me, motivando la mia passione e la mia ispirazione; tutto questo succede in modo naturale, si fonde col mio disegno” (Guo Pei).

Queste sculture in tessuto si ispirano alla contemplazione della bellezza, al sogno, alle fiabe, ai simboli tradizionali cinesi di fortuna e prosperità come la fenice, il drago o le farfalle ma anche alla vita, all’amore e ai fiori che, come dice l’artista “portano allegria e felicità”.
Per Guo, “l’abbigliamento è l’espressione dei nostri sentimenti”, il tessuto, la forma e la consistenza, i dipinti, i ricami e le cesellature hanno dei significati e raccontano la storia trasmessa nei secoli.
Guo non segue le mode bensì il suo cuore che la conduce ad una forte identità culturale combinata ad una grande curiosità e apertura verso il mondo; le sue sottili, raffinatissime creazioni sono ancorate nella tradizione ma si rivolgono costantemente verso l’innovazione contemporanea, verso la sperimentazione a nome della libertà d’espressione artistica e creativa.

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Ma naturalmente questo suo ideale di Arte non si è potuto esprimere subito, cioè fin dagli anni ’80 quando si è diplomata presso la Scuola di Design della Moda di Pechino. Dopo aver lavorato per dieci anni con successo nel settore della moda, Guo è finalmente riuscita, nel 1997 ad aprire un suo atelier, il laboratorio “Rose Studio” dove poter dedicarsi ed impegnarsi pienamente alla sua vocazione artistica, formando per aiutarla una nuova generazione di ricamatrici d’élite.

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Un’enorme impresa che conta oggi, dopo vent’anni dalla sua nascita, circa 500 tra ricamatrici e sarte di altissimo livello; insieme a Guo Pei, con grande meticolosità, rigore e disciplina, esse dedicano una quantità impressionante di ore ad un solo abito, trasferendo in esso tutta la grazia, la femminilità e l’eleganza apprese da Guo e portando a nuova vita una tradizione ed un’arte millenarie.
Ad esempio, per l’abito “Daijin”, 100 ricamatrici hanno lavorato per 5 mesi, l’abito “Magnificent Gold” ha richiesto 50.000 ore di lavoro, mentre per “Blue and Porcelain” ce ne sono volute 10.000.

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La complessa architettura di questi abiti, la loro esclusiva ed altissima lavorazione a mano, le applicazioni e ricami di perle e pietre preziose, i broccati dai colori accesi e spesso arricchiti in oro e le finissime filigrane rendono queste creazioni costosissime, impossibili da indossare e pertanto diverse dagli abiti di Alta Moda.

Queste sono il sogno di Guo, pezzi unici da collezione, opere d’arte che vengono esposte nei musei come è successo nel 2015 al New York Metropolitan Museum, dove, nell’ambito della mostra “La Cina. Attraverso lo Specchio” Guo Pei ha presentato la sua collezione “Porcelain”;

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Abito in seta e oro – New York Metropolitan Museum

o come a Parigi, sempre nel 2015, al Museo delle Arti Decorative.

Quindi, per riuscire a finanziare questa straordinaria e particolarissima arte, la stilista cinese ha avuto bisogno di confeziona anche abiti più vicini al prêt à porter, abiti da sposa, e conta di lanciare un suo marchio omonimo.
Nel 2016 Guo Pei ha debuttato anche a Parigi dove conta di aprire una sede per creare Alta Moda “indossabile” e vicina al gusto di una clientela internazionale, un suo Atelier dove perfezionare le sue abilità, coltivare la sua creatività e condividere la sua identità culturale.

“Voglio realizzare abiti da vendere per poter creare abiti che non si vendono ma che parlano alla mia anima” (Guo Pei).

Le sue non sono sfilate di moda ma performance artistiche, veri e propri spettacoli dove suoni, luci e preziosi tessuti trasportano lo spettatore lungo migliaia d’anni di leggendaria storia della raffinata sartoria imperiale cinese – Pechino 2012, La Leggenda del Drago.

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LeA

www.guo-pei.fr

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