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La Casa delle Odi di Pablo Neruda (1a parte)

Tra il 1954 ed il 1959, il grande poeta cileno Pablo Neruda scrisse numerosissime Odi, poesie per celebrare la vita valorizzando tutte le sue manifestazioni più semplici e scontate, il quotidiano: sentimenti ma anche tanta natura, animali, cibo, gli utensili che tutti i giorni teniamo in mano senza neanche magari farci caso. Con queste particolari poesie, Neruda vuole anche rendere la poesia più accessibile, alla portata di tutti, la vuole avvicinare alla gente comune rendendola comprensibile, semplice e divertente.

Quindi ecco che prendono forma l’Ode al giorno felice, l’Ode alla semplicità, al grande mare e ai suoi pesci, ai piccolissimi insetti; Neruda canta l’Ode al gatto e scrive: “Gli animali furono imperfetti […]/ soltanto il gatto/apparve completo/e orgoglioso/[…]/Non c’è unità come la sua/non hanno/la luna o il fiore/una tale coesione/è una sola cosa/come il sole o il topazio/e l’elastica linea de suo corpo/salda e sottile/è come la linea della prua/di una nave/i suoi occhi gialli/hanno lasciato una sola fessura/per gettarvi/le monete della notte”;

l’ Ode al cane e, commovente, pare di vederlo: “….Il cane mi domanda/ed io non rispondo./
Salta, corre pei campi e mi domanda/senza parlare/ed i suoi occhi/son due domande umide, due fiamme/
liquide interroganti/ed io non rispondo,/non rispondo perché/non so e nulla posso dire.[….]/la gioia/d’esser cane e d’esser uomo/tramutata/in un solo animale/che cammina movendo/sei zampe/ed una coda con rugiada”;…..

e tenerissima l’ Ode all’ape: “….Entra ed esce/dal carminio, dall’azzurro,/dal giallo,/dalla più tenera/morbidezza del mondo:/entra in/una corolla/precipitosamente,/per affari, esce/con un vestito d’oro/e gli stivali gialli. […] / la testolina/sempre/pensierosa/ […] /estrae/il miele/misterioso,/ […] finché al suo/palazzo/ collettivo/ritorna/e nelle gotiche merlature/deposita/il prodotto/del fiore e del volo,/il sole nuziale serafico e segreto!….”.

Elogia il cibo Neruda, dedicando i suoi versi al vino, all’olio, al miele, alla castagna, alla patata, alla mela, al limone simile alla fresca architettura di una cattedrale con le sue acide vetrate e le gocce come topazi, un universo d’oro, un raggio di luce convertito in frutto; ama la cipolla Neruda perché sfama la povera gente:

Cipolla, anfora luminosa,
petalo e petalo
si formò la tua bellezza,
squame di cristallo ti accrebbero
e nel segreto della terra oscura
si arrotondò il tuo ventre di rugiada.
[…]
Ma alla portata delle mani del popolo,
innaffiata di olio,
spolverata
con un po’ di sale,
uccidi la fame
dell’operaio nella dura strada.
Stella dei poveri,
fata madrina
avvolta
in delicata
carta, esci dal suolo,
eterna, intatta, pura
come seme d’astro,
e nel tagliarti
il coltello in cucina
sale l’unica lacrima
senza pena. Ci hai fatto piangere senza affliggerci.
Io ho cantato quanto esiste, cipolla,
ma per me tu sei
più bella di un uccello
dalle penne abbaglianti,…

il pomodoro che “….Emana/una luce propria,/maestà benigna […]/il pomodoro,/astro della terra,/stella/ricorrente/e feconda, […]/ci offre/il dono/del suo colore focoso/e la totalità della sua freschezza.”
il carciofo “…dal tenero cuore | si vestì da guerriero, ispida, costruì | una piccola cupola | si conservò | impermeabile | sotto | le sue squame.…

il cocomeroÈ il frutto dell’albero della sete./È la balena verde dell’estate./L’universo secco/all’improvviso/cancellato/da questo firmamento di freschezza/si aprono i suoi emisferi/mostrando una bandiera/verde, bianca, scarlatta,/che si scioglie/in cascata, in zucchero,/in delizia!

E continua Neruda, ad esprimere la sua riconoscenza e il suo affetto per quello che ci circonda, si diverte a mettere in versi un libro, una lucertola, i calzini o la sabbia.

Tutto è meraviglia e mi piacerebbe sapere se è riuscito ad entusiasmare anche voi, come ha fatto con me. Fatemi sapere, vi prego, se i versi di Neruda vi hanno coinvolti e se il suo entusiasmo vi ha contagiato, oppure, perché no, se queste poesie vi hanno lasciati indifferenti.
Personalmente le ho molto apprezzate soprattutto per la filosofia che racchiudono perché per esperienza posso confermare che apprezzare le piccole normali cose di tutti i giorni e goderne sia l’arma vincente per vivere meglio e senza presunzione credo che non sia solo un fatto personale ma che possa estendersi a chiunque.

LeA

Fonti:
antoniogiannotti.it
it.wikipedia.org
en.wikipedia.org
poesiaracconti.it
agrariomendel.it
narrabilando.blogspot.it

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