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Parigi. Sento un profondo dolore dentro di me; ho cercato di contenerlo ma si rinnova ogni volta che leggo un giornale o accendo la televisione. In questi giorni non riesco a scrivere d’altro, qualsiasi argomento diverso è passato in secondo piano e non sono una giornalista, non scrivo per informare il mondo, per dovere di cronaca, per chiari motivi di priorità, ma perché l’ISIS su di me come su tutti noi ha colto nel segno, ha colpito fisicamente quasi 130 persone per colpirne milioni e milioni nel cuore e nella mente.

L’esortazione ad andare avanti, perché la vita deve continuare malgrado tutto, per non darla vinta ai jihadisti assassini e fanatici è evidente, per non creare panico, per non piegarsi e lasciarsi andare ma è altrettanto evidente il fatto che la nostra vita continuerebbe comunque, la libertà quotidiana di chi non abita a Parigi non ne risentirà più di tanto (almeno per ora).  E’ normale, naturale e non perché siamo più forti dei terroristi. In questo momento i più forti sono loro. Ad ogni nuovo attacco raggiungono il loro obiettivo di morte e distruzione ed insinuano sempre di più nella mente di tutti tristezza, preoccupazione e un filo subdolo d’inquietudine, se non di paura. Destabilizzano Stati, ordine e democrazia, indeboliscono le persone.

Ci riescono perché sono determinati e la loro “arma vincente” è la VOLONTÀ ferrea.

Certo, si torna al nostro lavoro, ai nostri pensieri quotidiani, a girare normalmente per le città, nei ristoranti, ai concerti, allo stadio, nei musei, al supermercato, in Piazza San Pietro, in metropolitana, e si viaggerà in treno, in aereo, ovvio, cosa vogliamo fare: rinchiuderci tutti in casa fino a nuovo ordine?

Allora, l’esortazione “Forza la vita continua” la dobbiamo sentire dentro di noi ma non ci deve arrivare dalle Autorità, dai Governi quali belle frasi di circostanza.  Loro, a monte, sono i veri responsabili di tanta violenza, animosità, odio e insicurezza e il terrorismo non è altro che la conseguenza di precedenti decisioni e azioni sconsiderate volte unicamente a garantire i loro interessi economici e le loro mire espansionistiche.

Perciò, dopo essersi fatti un bell’esame di coscienza l’unica parola che dovrebbero pronunciare è “SCUSATECI” anziché inneggiare ancora di più alla guerra e alla spietatezza, all’intolleranza e alla vendetta. Dovrebbero mettersi al lavoro a testa bassa, seriamente e tutti insieme, per difenderci veramente, sradicare il terrorismo, sconfiggere fanatismo e indottrinamenti, ed impegnarsi sul serio per arrivare a soluzioni ed accordi di pace, convivenza e benessere per l’Umanità.

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A quanto sono disposti a rinunciare i Potenti del mondo per far sì che il corso inesorabile della storia prenda una piega migliore, più umana, attenta e rispettosa nei confronti degli individui e dei loro diritti?

Un mondo migliore non è un’utopia, non lo è più, è una necessità impellente.

La credo possibile a patto che le azioni dei “Grandi” cambino insieme alla mentalità di ancora troppe persone comuni non convinte che l’apertura al prossimo, al diverso chiunque esso sia non c’entra col terrorismo, non peggiora le loro vite ma le arricchisce e le migliora senza tanti stravolgimenti.

La credo possibile a patto di avere tutti la stessa grande VOLONTÀ’, lo stesso convincimento e la stessa determinazione che hanno i jihadisti.

Intanto la Francia ha bombardato Raqqa, in Siria.

LeA

KOI-l’emblema della perseveranza nelle avversità e della forza di volontà.

Il pesce KOI, in Giappone, è l'emblema della perseveranza nelle avversità e della forza di volontà.

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