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Esponente di spicco del panorama artistico di fine ‘800 ed inizio ‘900, Fernand Khnopff fu uno dei membri fondatori del Gruppo “Les XX” (I Venti), del quale ho parlato la settimana scorsa col pittore Georges Lemmen (Georges Lemmen, pittore belga puntinista e post-impressionista).

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Foto di Fernand Khnopff, 1900

Nato in Belgio nel 1858, pittore, disegnatore, scultore e fotografo, Fernand Khnopff apparteneva all’alta borghesia belga; studiò all’Académie Royale des Beaux-Arts di Bruxelles e fu, in Patria, uno degli ispiratori del movimento simbolista, corrente sorta in Francia e diffusasi in Europa nel XIX° secolo in opposizione al realismo e al naturalismo, e incline a non rappresentare fedelmente la realtà, bensì a creare mondi suggestivi, fantastici ed onirici per mezzo di metafore, simboli e allusioni.
Le sue composizioni, piene di mistero s’imposero con prepotenza come l’incarnazione della nuova corrente pittorica.

Khnopff era un fine intellettuale, un dandy solitario, schivo e riservato, dalla personalità inquieta e complessa. Ciò nonostante, fu riconosciuto ed accettato nell’ambiente artistico ed in Società, riscosse grande successo ed onori, tanto da ricevere onorificenze come l’Ordine di Leopoldo, il più alto ordine nazionale del Belgio.

Fra i diciannove ed i ventidue anni, l’artista non mancò di recarsi varie volte a Parigi dove fu notevolmente influenzato da Delacroix e da Gustave Moreau. Fu affascinato anche dai Preraffaelliti e, in particolare da Edward Burne-Jones.

Fernand Khnopff fu un’artista completo e di grande spessore che trasse spunto dall’eredità classica ma con lo sguardo attento e curioso, volto verso le avanguardie dell’epoca; si rivelò un Maestro in numerose tecniche, ritrattista e anche paesaggista, come testimoniano numerosi dipinti dedicati al villaggio di Fosset, nelle Ardenne, dove Khnopff trascorse le sue estati nella tenuta di famiglia; con queste tele, ed altre ambientate a Bruges, il pittore affrontò i temi della solitudine e della nostalgia per il passato, dipinse crepuscoli e l’acqua con i suoi riflessi, utilizzando una gamma di colori tenui per accentuarne l’aspetto melanconico e freddo.

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A Fosset. Entrata del villaggio, 1897 – olio su tela – 46.5×65.5

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Un canale a Bruges

Il passato

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Memorie,1889 – Pastelli su carta, marouflé su tela – 127×200 – Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles.

Ma il Simbolismo di Khnopff, sottile e sublime si esprime essenzialmente nei ritratti di donne dai capelli rossi e la mascella squadrata, caratteristiche per le quali il pittore belga aveva una vera passione; donne esangui, altere, bellissime ma inarrivabili, algide, dallo sguardo vuoto ed inquietante, avvolte nel silenzio, circondate da oggetti altamente simbolici, protagoniste misteriose di universi spirituali, mistici ed emblematici che alludono a dimensioni diverse dalla realtà.

Fondamentali nell’arte di Khnopff furono il sogno e l’inconscio, le allegorie e le metafore che resero le sue opere enigmatiche, ambigue, di difficile o addirittura impossibile interpretazione; ma la squisita delicatezza e l’assoluta raffinatezza di stile e composizione compensarono sempre quest’aspetto meno apprezzato da critica e pubblico.

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Segreto-Riflesso, 1902 – pastelli e matite colorate su carta – Groeninge Museum, Bruges (Belgio)

La donna ricoprì un ruolo di primo piano nell’immaginario figurativo di Khnopff, una donna vista in modi diversi e contradditori: angelo, musa, amica, ma ingannevole e tentatrice, angelica e provocante, un Essere doppio ed ambivalente che iniziava proprio allora a rivendicare un suo ruolo sociale, emancipato dalla schiavitù del maschio padrone.
La modella preferita del pittore fu Marguerite, l’amatissima sorella, elevata a simbolo femminile e rappresentata in numerosi dipinti, a partire dal ritratto a figura intera che le fece nel 1887.

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Ritratto di Marguerite Khnopff, 1887 – olio su pannello – 97,2×75,5 – Fondazione Re Baldovino, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique, Bruxelles.

In questa delicata tela la donna è rappresentata come un essere angelico benché misterioso e lontano; infatti Marguerite, vestita di bianco in segno di purezza è assorta nei suoi pensieri e lo sguardo sfuggente; il corpetto stretto dell’abito e la porta chiusa alle sue spalle sono ulteriori simboli d’inviolabilità.

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Arum Lily

Altro dipinto molto celebre e significativo è quello intitolato “Chiudo la porta su me stessa” del 1891, ispirato a una poesia omonima (I lock the door upon myself) di Christina Georgiana Rossetti, sorella del pittore preraffaellita Dante Gabriel Rossetti.

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Chiudo la porta su me stessa, 1891 – olio su tela – Neue Pinakothek, Monaco di Baviera

I temi dell’opera sono “la chiusura in sé stessi” e “l’introspezione” ma c’è un chiaro riferimento anche al mondo dei sogni ed alla pratica dell’ipnotismo e dell’occulto molto popolare all’epoca; infatti, di fronte alla donna si nota un “pendolino” d’oro appeso ad una catena e alle sue spalle il busto di Hypnos, figura mitologica greca, dio del sonno e padre di Morfeo; attorniato dai sogni, Hypnos era considerato benevolo e rappresentato con due ali in testa. Khnopff ne ha qui realizzata una unica, in azzurro, colore che simboleggia il cielo e molto ricorrente nei suoi dipinti.

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Clématis, 1914 circa – pastello su carta – 25.4×22.2

Hypnos fu una figura molto significativa per Khnopff che riteneva il sonno la cosa migliore per l’Uomo. Installò un busto di Hypnos anche nella sua abitazione-atelier costruita e decorata in maniera fortemente simbolica e trasformata nel “Tempio dell’Io”, santuario in cui il genio del pittore sarebbe potuto scaturire. Il suo motto era “On n’a que soi” (Abbiamo solo noi stessi), iscritto sopra la porta d’ingresso.

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Scultura di Khnopff- Testa di Hypnos,1897 – Bronzo – 21×35.5×22 cm.

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Un’ala blu, 1894

Un’Ala Blu. Anche in questo dipinto sono presenti Marguerite e, in primo piano, la testa di Hypnos.

Frai i simboli amati da Khnopff c’erano: il giglio segno di purezza, la freccia evocatrice di dolore e amore, il papavero, dai molteplici significati ma inteso dal pittore come l’oblio e il sonno eterno.

Dal 1889 Khnopff iniziò a esporre anche in Inghilterra e nel 1898, in occasione della prima mostra della Secessione a Vienna, presentò una selezione di opere che furono accolte con grandissima ammirazione ed influenzeranno in maniera profonda la pittura di un altro grande artista: Kustav Klimt, che diventerà suo amico.

Un dipinto, in particolare, destò scalpore, diventando forse il suo dipinto più celebre: “Le Carezze o l’Arte o La Sfinge”, figura di mezzo della mitologia egizia e greca, caratterizzata da una doppia natura: animale e umana, divina e diabolica, buona e malvagia come l’inconscio umano e come Khnopff vedeva la donna che anche qui porta i tratti della sorella Marguerite.

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Le Carezze (o L’Arte o La Sfinge), 1896 – olio su tela – 50×150 – Musées Royaux des Beaux-Arts, Bruxelles

Il grande simbolista belga morì precocemente a Bruxelles nel 1921, all’età di 63 anni.

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Emilio Longoni – Sola, 1900 – pastello su carta

Curiosa ed impressionante la somiglianza visiva fra quest’opera di Emilio Longoni e i dipinti di Khnoff. I due artisti furono contemporanei ma ebbero vite personali ed artistiche completamente diverse e lontane. Longoni (1859-1932) era essenzialmente un divisionista e non seguì il movimento simbolista; solo alla fine dell’800, primi del ‘900,  si avvicinò all’arte preraffaellita, amata da Khnopff, ed a qualche contenuto simbolico. Per una strana coincidenza, anche Longoni scelse per questo pastello il giglio bianco, con intento sicuramente più realistico rispetto al suo collega belga (si tratta qui di un lutto e dei fiori posti sulla bara), ma forse anche con un lieve riferimento al Simbolismo.

Altre opere di Khnopff, tra dipinti, disegni e sculture

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Futuro o Giovane donna inglese, 1898 – marmo policromo, corona in bronzo – Musée d’Orsay, Parigi

LeA

Fonti: 
bc.edu/bc.org
artistsandart.org
barbarainwonderlart.com
it.wikipedia.org
fr.wikipedia.org

Commenti

  1. Grazie per queste meravigliose finestre spalancate nel mondo dell’arte !

    • Grazie a te Rita per leggere e commentare i miei articoli. Per me è un vero piacere condividere la bellezza dell’arte. Fra l’altro Fernand Khnopff mi sta particolarmente a cuore perché ho vissuto dieci anni in Belgio, ho avuto modo da adolescente di vedere e studiare le sue opere ed è stato lui a farmi innamorare del simbolismo. A presto !

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