Articoli / Artisti che conosco

Ho incontrato Cinzia Pistolesi nella sua abitazione-studio sulle colline di Firenze, un mondo a parte, fatto di pace e di silenzio che permette alla pittrice, ogni giorno di sentire ed ascoltare sensazioni, emozioni e pensieri a lungo controllati ma ora recalcitranti e pronti a manifestarsi con dipinti d’eccezione, in forma e contenuto.

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E’ dolce e serena Cinzia ma anche un fiume in piena dalle acque cristalline, spumeggianti e fragorose che con grande impeto la travolgono, scaturiscono dal suo cuore e irrompono sulle tele attraverso il suo innato e precoce talento sbocciato a cinque anni in disegni eseguiti con gli occhi di un’interiorità piccola ma molto speciale: la sua rappresentazione di un bicchiere di latte poggiato dalla mamma sulla tavola non era un normale bicchiere di latte, ma la proiezione delle sensazioni che quell’oggetto, in quel momento, suscitavano nella bambina.

L’Arte di Cinzia Pistolesi non ha preso subito piede, anche se lei ha sempre sentito un’irresistibile attrazione per il colore, per il bello inteso come armonia ed una strana inquietudine interiore, dei “perché” che la sovrastavano. Ci sono voluti lunghissimi anni di studio e di ricerca, un percorso ad ostacoli culminato con alcuni eventi molto dolorosi, per far sì che il processo di maturazione interiore e quindi artistico di Cinzia subisse un’accelerazione e la portasse ad una esplosione di energia e di Arte che dal 2014 non si è più fermata.

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Cinzia Pistolesi – Fiori di notte

“A volte si dice che durante la notte non succede niente invece anche di notte c’è la vita. “Fiori di notte” è il bello che nasce da uno stato d’animo doloroso, il rosso rappresenta il fuoco dello stimolo, mentre il nero è la sofferenza e la rabbia. Sono convinta che sia solo dal dolore che si impara, si cresce e si matura. Le gioie, i piaceri e le soddisfazioni della vita sono fatti per essere goduti ma quello che costruisce una persona è la sofferenza” (Cinzia Pistolesi)

L’Arte di Cinzia Pistolesi è unicamente sé stessa, pura, svelata ed offerta generosamente, senza influssi, contaminazioni o ispirazioni esterne.
“Io ho scoperto quello che già sapevo fare quando sono nata, niente di più”.

In generale, per Cinzia Pistolesi lo scopo e la missione dell’Arte è riuscire a far sentire alle persone un qualcosa dentro che le chiama, le scuote, procura un battito, una scossa e le fa riflettere.

In particolare, la pittrice fiorentina anela a far conoscere un mondo con altre priorità ed altri principi, fatto di sensazioni inusuali, estranee al fragore e agli standard della quotidianità, ma reali, alla portata di chi solo si concede di fermarsi un istante ad ascoltare ed ascoltarsi, sensazioni che aiutano a relativizzare e preludono a pace e serenità interiori.

E’ questo il sogno che Cinzia vorrebbe far passare dalle tele allo spettatore, un sogno proposto in punta dei piedi, con grande delicatezza ma anche tutta la determinazione ed il vigore del quale è capace, un vigore potente come un urlo.

Di fatto, vedere e toccare i dipinti di Cinzia significa vivere un’esperienza fuori dal normale, sensoriale ed emotiva;
non solo per la loro espressività visiva, per i colori accesi e marcati, oppure lievi e appena sussurrati secondo lo stato d’animo dell’autrice, ma soprattutto per la loro sottile capacità di avvolgere, circondare, penetrare e talvolta disorientare.
Sono opere magnetiche, intense che non lasciano indifferenti, che svuotano per poi riempire ed arricchire chi si pone al loro cospetto.

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Cinzia Pistolesi – Le Voci

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Amniotica

Le si potrebbero definire “astratte”, ma non è del tutto corretto e comunque insufficiente in quanto osservandole attentamente si nota, tra i fitti meandri di colori e materiali, l’apparire di figure, visi, occhi, fiori e foglie che a prima vista non sembrano.
Sono lì, non si capisce bene come e neanche Cinzia lo sa perché mentre dipinge è come in stato d’inconscio e scopre il risultato, con incredulità e meraviglia, solo a dipinto ultimato.
Scopre anche lei, ogni volta per la prima volta, le immagini che popolano il suo vasto mondo nascosto, un insieme di bellezza, amore e sofferenza.

In pochi anni l’arte pittorica di quest’artista ha subito una notevole evoluzione; è partita da dipinti più figurativi di donne e occhi, parti di conscio e inconscio, per passare ad un puro e pacato astrattismo, specchio del tranquillo fluire di correnti interne, ed arrivare infine alle sofferte rappresentazioni attuali, forti pulsioni e concetti assolutamente da “fermare”, che richiedono all’artista molta energia, impegno e forza psico-fisica, tuttavia le uniche a placarla, appagarla e darle pace.

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Cinzia Pistolesi – Avalon

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Cinzia Pistolesi, uno dei suoi primi astratti

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Alcuni dipinti di Cinzia Pistolesi, fra cui “Trasparenze” e “Senza tempo”

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Cinzia Pistolesi – Senza tempo

Le tecniche ed i materiali usati da Cinzia sono molteplici, dai più tradizionali dell’acrilico con pennello o spatola, a quelli da lei stessa ideati e creati con innumerevoli prove, come un’alchimista; utilizza gesso, paste, calce, resine, smalti e la pura terra dei lecci di casa sua, tutti materiali con i quali si sente un tutt’uno, li tiene fra le mani, li sente, li gusta, li annusa, li vive fino in fondo con una sorta di rispetto reverenziale perché, come lei stessa dice: “E’ essenziale che tra l’artista ed il suo materiale ci sia un dialogo, solo così potrà essere partorito un dipinto; la possibilità di tenere tra le mani questi elementi con cui plasmare un’emozione e metterla su una tela è un privilegio e una magia”.

Così nascono opere che evocano odori e sapori, gli stessi gusti e profumi che sente Cinzia, opere realizzate con spesse coltri di gesso e vernici, simili a sculture tridimensionali, oppure incredibili dipinti che sembrano veri e propri arazzi grazie alle originali tecniche utilizzate.

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Cinzia Pistolesi – Il Fiorire – acrilico su tela con spatola

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Cinzia Pistolesi – Le Farfalle – acrilico su tela con spatola

“Papaveri nel fango” e “Alienazione” realizzati anche con terra di leccio

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Cinzia Pistolesi – Papaveri nel fango

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Cinzia Pistolesi – Alienazione

Vorrei restare ancora con Cinzia, ascoltarla ed imparare dalla sua pittura, ma il nostro incontro volge al termine con la speranza che ce ne siano altri in futuro.

Per concludere citerò una frase che le sta molto a cuore, del saggista, filosofo e psicoanalista statunitense James Hillman:
“Per anima intendo la possibilità immaginativa all’interno della nostra natura, l’esperienza attraverso la speculazione riflessiva, il sogno, l’immagine e la fantasia – quella modalità che riconosce tutte le realtà innanzitutto come simboliche o metaforiche”.

LeA

www.cinziapistolesi.com


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