Articoli / Attualità - Arte- Informazione - Cultura

Livornese di nascita, Plinio Nomellini (1866-1943) è stato uno dei grandi artisti che ha movimentato il panorama artistico italiano dalla seconda metà dell’ottocento fino al 1943, anno della sua morte a Firenze.

Da Livorno a Firenze, da Parigi e Genova, dove attorno a lui si formò il “Gruppo di Albaro”, alla Versilia per tornare a Firenze, Nomellini non si stancò mai di rinnovarsi e di sperimentare; fu allievo di Giovanni Fattori, amico di Silvestro Lega, Telemaco Signorini, poi di Galileo Chini, Previati e altri illustri pittori ma non mancò, all’inizio del nuovo secolo di entrare in contatto e stringere amicizia con personalità del mondo letterario e musicale fra i quali Giovanni Pascoli, Giacomo Puccini, Mascagni, D’Annunzio e Grazie Deledda che erano soliti riunirsi nella sua casa in Versilia.

plinio-nomellini-autoritratto-libertaearte

Plinio Nomellini – Autoritratto, 1915 ca – olio su tela – 65×55 cm- Museo degli Uffizi, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze

plinio-nomellini-incontro-al-mercato-libertaearte

Plinio Nomellini – Incontro al mercato, 1887 – olio su tela – 54×69 cm – Collezione privata

Il suo dinamismo, la sua apertura verso le novità artistiche, le sue amicizie e le sue idee politiche influenzarono notevolmente la sua pittura essenzialmente di matrice sociale e paesaggistica; l’iniziale formazione macchiaiola di Giovanni Fattori andò modificandosi nel tempo per trovare sbocco in un tratto post-macchiaiolo, considerato impressionista (sia lui che altri artisti come Giorgio Kienerk venivano infatti definiti “impressionisti livornesi”). Anche il puntinismo francese affascinò Nomellini; con altri lo adattò all’ambiente artistico italiano, diventando così uno dei maggiori esponenti del divisionismo, come testimoniano i suoi paesaggi liguri.

Nei primi anni del Novecento, Nomellini si avvicinò al simbolismo, collaborando sempre di più con il mondo letterario, illustrando testi e poesie di amici scrittori (primo fra questi Giovanni Pascoli) e pubblicando le proprie immagini su riviste quali La Riviera Ligure o sul Secolo XX.

plinio-nomellini-la-diana-del-lavoro-libertaearte

Plinio Nomellini – La diana del lavoro, 1893 – olio su tela – 60×120 cm – Collezione privata

plinio-nomellini-il-golfo-di-genova-marina-ligure-libertaearte

Plinio Nomellini – Il Golfo di Genova o Marina ligure, 1891 – olio su tela – 58,5×95,8 cm – Pinacoteca Fondazione CR Tortona

Plinio-Nomellini-baci-di-sole-libertaearte

Plinio Nomellini – Baci di sole, 1908 – olio su tela – 93×119 cm – Galleria d’Arte Moderna Giannoni, Novara

Tre illustrazioni di Plinio Nomellini per il racconto “La Cunella” di Giovanni Pascoli, copertina de “Il Giornalino della Domenica” n. 24, 1906.

Disegni per le poesie di Giovanni Pascoli “Canzone dell’ulivo” e “Inno all’Olivo”

Simbolismo

Dal 1910 al 1920

plinio-nomellini-mietitura-libertaearte

Plinio Nomellini – Mietitura, 1911 ca – olio su tela – 85×114 cm – Museo dell’Accademia Ligustica, Genova

plinio-nomellini-sulla-terrazza-libertaearte

Plinio Nomellini – Sulla terrazza, 1916 – acquerello su carta – 53,2×77,8 cm – Galleria d’Arte Moderna Giannoni, Novara

plinio-nomellini-mare-libertaearte

Plinio Nomellini – Mare, 1913-14 – olio su tela – 202×215 cm – Collezione privata

Attivista politico, l’artista nel 1894 fu arrestato e processato per partecipazione a riunioni anarchiche mentre nel 1920 aderì al fascismo, celebrandolo a più riprese in maniera esplicita ed influenzando ulteriormente la sua pittura che proseguì il suo percorso, privo di compromessi.

Dopo la morte di Nomellini, le sue convinzioni politiche portarono gli studiosi a trascurare ed ignorare le sue opere; tra il 1966 e il 1985 l’artista livornese fu tuttavia riabilitato, riconsiderando ed analizzando il suo lavoro che fu inserito nei più importanti studi sul divisionismo e sulla pittura post-macchiaiola.
I dipinti di Plinio Nomellini si trovano nei più importanti musei italiani e in prestigiose collezioni private.

La mostra “Plinio Nomellini – Dal Divisionismo al Simbolismo verso la libertà del colore”, aperta fino al 5 novembre 2017 è ospitata nello splendido Palazzo Mediceo di Seravezza, patrimonio mondiale dell’Unesco, nel cuore della Versilia, dove l’artista livornese visse a lungo.

Visitando la mostra si potranno ammirare oltre novanta dipinti, suddivisi in sette sezioni, che ricostruiscono l’intero percorso artistico di Nomellini, affiancando e mettendo in relazione le sue opere a quelle dei grandi artisti che lo formarono, si legarono di amicizia e lavorarono con lui.

palazzo-mediceo-di-Seravezza-libertaearte

Palazzo Mediceo di Seravezza

Fattori e Nomellini

Pellizza da Volpedo e Nomellini

Giorgio Kienerk

giorgio-Kienerk-in-riva-all'arno-libertaearte

Giorgio Kienerk – In riva all’Arno, 1891 – olio su tela applicata su cartone – 60×100 cm – Collezione privata

L’esposizione mette in evidenza l’attenzione di Nomellini per le problematiche sociali, ma anche la sua apertura a temi naturalistici come i paesaggi liguri e versiliesi che fanno esplodere di colori le tele. Dagli esordi di stampo macchiaiolo è chiaro il suo avvicinamento al divisionismo, il passaggio al simbolismo per approdare infine alle opere dell’età matura. Degni di nota sono inoltre i disegni originali che Nomellini realizzò per illustrare le poesie di Giovanni Pascoli.

Informazioni:
http://www.palazzomediceo.it/eventi.php
http://www.terremedicee.it/eventi_detail.php?idEv=389

LeA

Fonti: 
terremedicee.it/eventi
treccani.it/enciclopedia
it.wikipedia.org

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *