Articoli / Attualità - Arte- Informazione - Cultura

Per continuare la rassegna dei Caffè storici e artistici parigini, vorrei parlare del “Café Guerbois”, locale atipico rispetto agli altri grandi Caffè della capitale francese in quanto meno elegante e famoso ma soprattutto oggi non più esistente.

Penso comunque che sia degno di nota ed importante dal punto di vista storico e culturale dato che verso la fine del XIX° secolo fu proprio lì che un folto gruppo di giovani artisti dette origine al movimento dell’Impressionismo.

Questa famosa corrente artistica, disomogenea e non organizzata si costituì per aggregazione spontanea, senza manifesti, né teorie prestabilite.

Fu Edouard Manet che iniziò a frequentare, nel 1863 il Guerbois, in quanto il Caffè si trovava accanto al negozio di articoli per pittori “Hennequin” dove l’artista acquistava i colori per i suoi dipinti.

Il Cafè Guerbois, sito al numero 11 della Grande Rue des Batignolles (oggi Avenue de Clichy, numero 9) era un locale di periferia, con giardino e pergolato; Manet vi si recava tutte le sere e in poco tempo intorno alla sua figura si riunirono numerosi amici artisti che abitavano quasi tutti nello stesso quartiere des Batignolles.

Il locale era di proprietà di Émile Bellot, che nel 1873 posò per il quadro di Édouard Manet intitolato “Le bon bock” (Il buon boccale di birra).

Edouard_Manet_Le_Bon_Bock-libertaearte

Édouard Manet (1832–1883) – Le Bon Bock, 1873 – olio su tela – 94.6 × 83 cm – Philadelphia Museum of Art

Un Anonimo, nello stile di Manet dipinse il locale

Anonimo-Bon_Bock_Café_libertaearte

Anonimo – Café Bon Bock, 1881 – olio su legno – 26.6 x 34.9 cm – National Gallery of Art

Fra loro, c’erano Paul Cézanne, Claude Monet, Alfred Sisley, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Camille Pissarro, Henri Fantin-Latour, Jean-Frédéric Bazille e altri pittori ma anche scrittori, come Émile Zola o Louis Edmond Duranty, poeti e critici come Zacharie Astruc, poliedrico artista e critico d’arte, nonchè Félix Tournachon detto Nadar, amico di Monet, pittore, giornalista, caricaturista, e fotografo che si rivelerà molto prezioso al momento di organizzare le prime mostre impressioniste.

Dipinto di Henri Fantin-Latour, realizzato nell’atelier di Manet e dove appaiono alcuni fra gli artisti che frequentavano il Caffè Guerbois: al cavalletto c’è Manet e a sedere accanto a lui Zacharie Astruc. In piedi, da sinistra verso destra: Otto Schölderer, Renoir (col cappello), lo scrittore Émile Zola, il musicista Edmond Maître amico di Fantin-Latour, Frédéric Bazille e Claude Monet.

Fantin-Latour-Latelier-des-Batignolles-libertaearte

Henri Fantin-Latour (1836–1904) – Un atelier a Batignolles, 1870 – olio su tela – 204 x 273,5 cm – Musée d’Orsay, Parigi

impressionisti-libertaearte

Due impressionisti forse a noi meno noti:
Frédéric Bazille (Francia, 1841-1870)

e Otto Schölderer (Germania 1834-1902)

I membri di questo “circolo”, soprannominati il “Gruppo di Batignolles” erano tutti accomunati dalla stessa voglia di fare e da una forte insofferenza per la pittura ufficiale del tempo.
Intorno ai due tavoli che gli erano stati riservati nella prima sala del Caffè Guerbois, il gruppo di innovatori parlava d’arte, di filosofia e di letteratura, dando vita a fertili e accese discussioni;
spesso visti con fastidio dalle élite accademiche, essi univano le loro menti e il loro genio per creare qualcosa di nuovo, mettendo tutto in discussione, promuovendo lo sviluppo artistico e culturale e gettando le basi per la costruzione della corrente impressionista che sarebbe iniziata ufficialmente nel 1874 con una mostra organizzata nei locali del pioniere della fotografia Félix Nadar.

Nadar_selfportrait-libertaearte

Autoscatto di Nadar, 1860 circa

I pittori si presentarono al pubblico col nome di “Società Anonima degli artisti, pittori, scultori, incisori, ecc.” ma non piacquero e la mostra fu un fallimento; in particolare un noto critico dell’epoca, vedendo il dipinto di Monet “Impressione, sole nascente” lo giudicò “poco rifinito” e stroncò tutto il gruppo, attribuendogli, in senso derisorio e dispregiativo l’appellativo di “Impressionisti” che diventerà poi il loro nome definitivo.

Claude_Monet,_Impression,_soleil_levant,_libertaerte

Claude Monet (1840–1926) – Impression, soleil levant, 1872 – olio su tela – 48 × 63 cm – Musée Marmottan, Parigi

Ma per tornare al Caffè Guerbois, fu proprio Monet a descrivere con entusiasmo le riunioni che vi si tenevano: “Niente poteva essere più interessante di quelle frequenti e lunghissime riunioni e di quei contrasti di opinione sempre animati; essi tenevano vivo il nostro spirito e ci davano una carica di entusiasmo che ci sosteneva per settimane finché non davamo finalmente espressione alle idee maturate là”.

Mentre lo scrittore Louis Edmond Duranty, in una sua novella inedita descrisse in modo perfetto gli interni del locale: “…La prima sala, bianca e dorata, coperta di specchi e piena di luce, assomiglia alla terrazza dei caffè dei boulevard. Ma non appena si entra nella seconda sala il posto si fa stupefacente. Ci si trova in una vasta cripta dal soffitto basso, o che appare tale per l’ampiezza del locale. All’ingresso sei colonne massicce formano come un viale… Sul soffitto si aprono vetrate irregolari … una grande vetrata prende tutta la lunghezza della sala e lascia vedere in piena luce un giardino con qualche albero giovane, tra cui appare una casetta con loggiato e colonnine dipinte di un verde tenero, che sorge fresca, viva e intensa dietro la penombra radente e misteriosa dell’interno del caffè”.

Edouard_Manet_Au_Café_Guerbois-libertaearte

Édouard Manet (1832–1883) – Al Caffè, 1869 – litografia – 26.3 × 33.4 cm – National Gallery of Art, Washington D.C.

Gli incontri in Rue des Batignolles si conclusero intorno al 1873 quando gli Impressionisti si spostarono a “La Nouvelle Athènes” in Place Pigalle; il nuovo locale li vide riuniti fino al 1881, anno in cui i componenti del gruppo si sciolsero ed proseguirono in maniera autonoma il loro percorso artistico e professionale.

Purtroppo, il Caffè Guerbois, malgrado la sua importanza storica, artistica e culturale fu trasformato in una birreria e in seguito demolito. Al suo posto, all’attuale n. 9 di Avenue de Clichy c’è un grande negozio sul quale è stata posta una targa commemorativa.

negozio-ex-cafè-guerbois-parigi-libertaearte

Luogo al n. 9 di Avenue de Clichy (ex Rue des Batignolles n.11) dove una volta era ubicato il Caffè Guerbois.

LeA

Fonti: 
associazionecafeguerbois.wordpress.com
laviemoderne.it
clippcity.com
peter-pho2.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *