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Nella prima parte dell’articolo (I Tesori Farnesi e gli appartamenti reali di Capodimonte -1a parte) ho parlato della principale Collezione del Museo di Capodimonte, la preziosa Collezione Farnese ma non meno d’impatto sono gli ambienti degli Appartamenti Reali, ricchi anch’essi di opere d’arte.

Nato, lo ricordo, nel 1738 per volere di Carlo di Borbone, re di Napoli ad esclusivo uso museale per conservare ed esporre l’immenso Patrimonio Artistico dei Farnese ereditato dalla madre Elisabetta, il Palazzo si trasformerà in residenza reale stabile e abbandonerà completamente il suo ruolo museale a partire dal 1806, inizio del decennio francese segnato dall’arrivo di Carolina Bonaparte e Gioacchino Murat.

In quel periodo tutte le opere furono spostate nel Palazzo degli Studi a Napoli (attuale Museo Archeologico), gli appartamenti furono arredati e venne realizzata la strada di collegamento con il centro della città.

La Reggia, dopo aver visto passare numerosi Reali ed aver subito cambiamenti, rinnovamenti e riallestimenti per più di duecento anni tornerà a svolgere definitivamente la sua originale funzione di Museo nel 1946, con l’avvento della Repubblica e la partenza dei sovrani di casa Savoia.

Una lunga storia che si ritrova nelle sale del palazzo, negli oggetti che ancora oggi le abbelliscono e nei dipinti che ritraggono i vari protagonisti.

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Ritratto di Napoleone Bonaparte, busti e oggetti del decennio francese – Museo di Capodimonte

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Sala da pranzo – Museo di Capodimonte

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Il Salone delle Feste, naturalmente di grandi dimensioni, è decorato con delicati affreschi di Salvatore Giusti, in stile neoclassico; il pavimento è in marmo e i lampadari in cristallo.

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Salone delle Feste – Museo di Capodimonte

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Salone delle feste – Capodimonte

La Camera da letto ‘pompeiana’, che fu di Francesco I di Borbone e Maria Isabella presenta anch’essa decorazioni pittoriche neoclassiche e, collocata nell’ala più antica del palazzo, si affaccia sul mare del golfo di Napoli.

Il Salone della Culla, che ospitava la culla in alto artigianato napoletano, donata nel 1869 ai Savoia per la nascita di Vittorio Emanuele III. Il pavimento è in marmo intarsiato e fu rinvenuto in epoca borbonica in una villa dell’imperatore Tiberio a Capri.

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Salone della Culla- Museo di Capodimonte

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Domenico Morelli – Culla di Vittorio Emanuele III, 1869 – Reggia di Caserta

Il Salottino di porcellana. Si tratta di una sorprendente stanza unica nel suo genere, composta da pareti interamente rivestite da oltre tremila lastre di porcellana dipinte e dorate, completata da un soffitto in stucco, anch’esso dipinto e dorato ad imitazione della porcellana.

L’ambiente fu realizzato per la Regina Maria Amalia di Sassonia (consorte di Carlo di Borbone) tra il 1757 e il 1759, da Giovan Battisti Natali insieme a tutte le maestranze e gli artisti specializzati della “Real Fabbrica delle porcellane”, ubicata a Capodimonte vicino al Palazzo reale e fondata diciassette anni prima dal Re Carlo che seguiva assiduamente tutte le lavorazioni e custodiva personalmente le chiavi degli ambienti dove venivano conservati i pezzi.

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Salottino di porcellana – Museo di Capodimonte

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Salottino di porcellana – Museo di Capodimonte

All’epoca i Reali non occupavano gli appartamenti di Capodimonte bensì quelli della Reggia di Portici e il Salottino di porcellana fu realizzato appunto per gli appartamenti privati della Regina, a Portici; per trasportarvi i materiali di montaggio e messa in opera della struttura ci vollero ben ventisei calessi. Saranno I Savoia, nel 1866 a smontare e trasferire i pannelli del salottino a Capodimonte, mentre gli stucchi del soffitto seguiranno nel 1957.

Il Salottino è in stile rococò e la porcellana, bianca, è decorata ad altorilievo con festoni e scene cinesi, animali esotici come scimmie e pappagalli, rami, foglie, frutti, fiori, trofei musicali ed iscrizioni di elogio al Re Carlo in lingua cinese. La lastre in porcellana sono intervallate da sei grandi specchiere e altre più piccole. Infine, un lampadario a dodici bracci, sempre di gusto cinese arricchisce la stanza. Si tratta dell’ultimo capolavoro della Real Fabbrica della Porcellana di Capodimonte completato pochi mesi prima che Carlo, divenuto re di Spagna partisse per Madrid.

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Salottino di porcellana (dettaglio) – Museo di Capodimonte

Galleria delle porcellane
Altre testimonianze della perizia tecnica e artistica della Real Fabbrica di Capodimonte si trovano nella Galleria delle porcellane con opere prevalentemente napoletane provenienti dalle collezioni borboniche.
Di particolare pregio è il cosiddetto “Servizio dell’Oca” che sul pomello di alcune zuppiere presenta un putto che strozza un’oca.
Eseguito dalla Real Fabbrica nell’ultimo decennio del XVIII secolo, il servizio si compone di oltre quattrocento pezzi, alcuni dei quali esposti in altre collezioni pubbliche.
Veniva utilizzato in occasione di pranzi ufficiali per presentare agli ospiti monumenti e bellezze naturali del Regno; per questo il servizio viene indicato anche come “Servizio delle vedute napoletane”, riprese da varie incisioni e dipinti.

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Galleria delle Porcellane – Parte del Servizio dell’Oca – Museo di Capodimonte

Il Parco
Capodimonte non è solo la Reggia con il suo immenso Patrimonio ma anche il meraviglioso Parco che la circonda, il Real Bosco, un’altra opera d’arte che si estende per circa 134 ettari con giardini, prati, boschi e con oltre 400 diverse specie vegetali impiantate nel corso di due secoli.
Il Real Bosco di Capodimonte, nominato nel 2014 più bel bosco d’Italia, nasce come riserva di caccia e si affaccia su Napoli e sul suo golfo. Questa veduta sulla città era una delle icone della pittura napoletana di quel periodo e il sito venne scelto proprio per la bellezza del panorama.

L’area antistante la Reggia, detta “lo spianato” ieri e oggi con la veduta su Napoli e il suo Golfo.

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Antonio Joli – Ferdinando IV a cavallo con la corte, 1760 – olio su tela – Museo di Capodimonte – L’area antistante la Reggia anticamente denominata “spianato” rappresentava una delle massime espressioni del vedutismo napoletano del XVIII-XIX secolo.

LeA

Fonti:
museocapodimonte.beniculturali.it/
Museo di Capodimonte
wikipedia.org
Foto di LeA, di Alessio Cuccaro e Giuseppe Salviati

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