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Documentandomi per redigere i miei articoli controllo sempre minuziosamente tutte le informazioni; purtroppo oggi mi trovo nella spiacevole ma doverosa situazione di dover pubblicare un’ errata corrige a proposito dell’articolo di martedì scorso sullo scultore Guglielmo Pugi. (Le sculture di Guglielmo Pugi, fra marmo ed alabastro)

Varie fonti indicavano infatti alcune opere di Pugi presso il Museo dell’Alabastro di Volterra.

Certa di poter ammirare qualche bellissimo esemplare dell’artista, domenica scorsa mi sono recata di persona al Museo, ma purtroppo sono rimasta delusa. Nessuna opera di Pugi era esposta e, chiedendo, mi è stato detto che non ci sono mai state.

Mi dispiace sinceramente per la falsa notizia divulgata, tuttavia esorto tutti ed in particolare chi ne avesse fatto pensiero, a recarsi comunque a Volterra, cittadina medievale ricca di bellezze artistiche ed architettoniche, un po’ fuori dai grandi circuiti turistici.

Il Museo dell’Alabastro, malgrado l’assenza di Pugi, conserva meravigliosi esempi di sculture dall’epoca etrusca ad oggi e nello stesso Palazzo Minucci Solaini, nella centralissima via dei Sarti, con lo stesso biglietto si può visitare la Pinacoteca comunale, notevole raccolta di dipinti dal 1300 in poi fra i quali risaltano la grande pala del “Cristo in gloria”, commissionata al Ghirlandaio da Lorenzo de’ Medici e la pala raffigurante la “Deposizione dalla Croce” realizzata nel 1521 dal Rosso Fiorentino (ovvero Giovan Battista di Jacopo di Gasparre, nato a Firenze nel 1495 e morto a Fontainebleau nel 1540, il cui soprannome gli derivò dalla capigliatura rossa).

Oltre alla principale Piazza Dei Priori, al Duomo, al Teatro Romano, alle botteghe artigiane che lavorano l’alabastro e ad altri interessanti Musei , Volterra offre l’opportunità di visitare antiche residenze private, veri scrigni colmi di opere d’arte e preziose collezioni.

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Piazza dei Priori

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Duomo di Santa Maria Assunta

Interni del Duomo

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Altare della Madonna del Rosario con L’Annunciazione di Frà Bartolomeo e Mariotto Albertinelli, 1495-97

Una di queste residenze è Palazzo Incontri-Viti, fatto costruire alla fine del 1500 dal marchese volterrano Attilio Incontri ed acquistato nel 1850 dal ricco commerciante di alabastro Giuseppe Viti che lo fece completamente restaurare.
La dimora ospitò nel 1861 Re Vittorio Emanuele II e fu scelta da Luchino Visconti come set per il film “Vaghe stelle dell’Orsa”. Il Palazzo appartiene ancora alla Famiglia Viti che ne abita una parte.

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Palazzo Viti – Entrata

Durante la visita ho potuto fotografare le meraviglie che avevo davanti e ve ne mostro alcune, volendo, in futuro parlarvi più a lungo di questa residenza dove ogni oggetto ha una sua storia da raccontare.

LeA

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Palazzo Viti – Scacchiera cinese

In copertina: Francesco Curradi – Natività della Vergine, prima del 1618 – Cappella Collaini, Duomo di Santa Maria Assunta

Foto scattate da LeA
Altre fonti fotografiche:
it.wikipedia.org
comune.volterra.pi.it


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