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Donne velate, cavalieri, elefanti e sontuosi palazzi usciti dai racconti delle “Mille e una notte” e tradotti in ceramica dalle abilissime mani di Giuliana Cusino, artista torinese che ha frequentato per alcuni anni il laboratorio del Maestro Piero Della Betta e da lui ha imparato a colloquiare con l’argilla, privilegiando l’improvvisazione più che l’approccio “scientifico”.

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Giuliana Cusino – Storie delle donne velate – “… e i desideri volarono … e un uccello li portò … fino alla luna …” – 2009-Ceramica raku su tavola – 3 pezzi da cm. 23 x 74

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Giuliana Cusino – Viaggiando – “… verso le città sospese …” – 2016 ceramica raku su tavola – 2 pz – sx: cm. 70 x 45 / dx: cm. 70 x 31

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Giuliana Cusino – Viaggiando – “… a Samarcanda …” – 2016 – Ceramica raku su tavola – cm. 70 x 46

La tecnica usata da Giuliana Cusino, il Raku, nasce in Giappone e anche la sua origine sembra un leggenda.

Esso, infatti risale al XVI° secolo quando un artigiano di nome Chojiro che produceva tegole in argilla iniziò a fabbricare ciotole specifiche per la “cerimonia del tè”, importante rito sociale e spirituale, nota arte tradizionale zen, realizzata con oggetti poveri, incentrata sulla tazza che gli ospiti si scambiano e caratterizzata da uno stile puro e sobrio che persegue l’armonia delle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme.

Per creare rapidamente le tazze e far fronte così alla grande richiesta dovuta al rapido diffondersi della cerimonia del tè tra il popolo (inizialmente faceva parte di un rito dei monaci buddhisti e delle classi nobili), Chojiro usò lo stesso tipo di materiale e tecnica che si adoperavano per la produzione di tegole: argille sabbiose ed estrazione dal forno degli oggetti ancora incandescenti.

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Ciotola nera in stile Raku del XVI° secolo, usata per la cerimonia del tè – Museo Nazionale di Tokyo

Proprio questa è la grande differenza tra la ceramica tradizionale e il Raku:
per le maioliche tradizionali l’oggetto a fine cottura si raffredda nel forno, mentre col Raku, si toglie l’oggetto dal forno, procurandogli un forte shock termico per passare subito dopo alle fasi successive di “riduzione”, raffreddamento e ripulitura nell’acqua, conferendo così all’oggetto un tipico aspetto invecchiato e pregiato con brillanti e iridescenti riflessi metallici che infine verranno decorati con ossidi e smalti.

Un’altra caratteristica del Raku è di creare pezzi unici, dalle forme semplici, sobrie ed essenziali e dai colori irripetibili, non riproducibili per natura in quanto ad ogni lavorazioni gli esiti sono diversi ed imprevedibili: terra, fuoco, aria e acqua si incontrano in una forma espressiva ricca di personalità e con antichi coinvolgimenti filosofici.

Queste ceramiche quindi possono essere anche molto quotate e ricercate, delle vere e proprie opere d’arte visibili solo in musei e collezioni private.

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Ciotola giapponese realizzata tra il 1810 e il 1838 circa – Los Angeles County Museum

Il termine Raku che letteralmente significa “comodo, rilassato, piacevole, calmo”, deriva dal nome del luogo dove all’epoca si estraeva l’argilla di cui si riforniva Chojiro e pertanto divenne anche il cognome della stirpe di ceramisti discendenti dall’artigiano, stirpe che ancora oggi esiste in Giappone e crea Ceramiche Raku.
Dal XVIII° secolo il Raku iniziò a diffondersi fuori del Giappone e all’inizio del 1900 fu introdotto anche in Occidente, dal ceramista inglese Bernard Leach; intorno al 1970 è iniziata una grande espansione della tecnica e oggi numerosi ceramisti la utilizzano.

Con grande maestria e creatività Giuliana Cusino modula la casualità del Raku con una lavorazione attenta, precisa e con straordinarie cromie decorative.

Prende vita così il suo mondo fiabesco ed incantato dove fanciulle velate dagli affascinanti occhi allungati sognano e ci fanno sognare, portandoci tuttavia anche a riflettere sulla condizione femminile, attraverso il racconto di mondi antichi, una volta lontani ma sempre più prossimi a noi ed attuali.

Storie di donne velate:  “La notte che Fatima provò a volare”…

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Giuliana Cusino – Storie delle donne velate – 2009 – Ceramica raku su tavola – cm. 40 x 95

“E gli uccelli raccontarono di paesi lontani” …

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Giuliana Cusino – Storie delle donne velate, 2009 – Ceramica raku su tavola – cm. 80 x 40

“La notte il gatto la guidava, con passi silenziosi, fuori dalle stanze dorate” …
“Dormì sulla collina, tra i fiori di campo e sognò di volare” …

“Così iniziò la danza delle farfalle” …
“E volarono sempre più su, oltre la luna e le stelle”.

LeA

www.ilrakueio.it  (Sito ufficiale di Giuliana Cusino)

Fonti:
artimondo.it
sakuramagazine.com
users.libero.it
it.wikipedia.org
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Giuliana Cusino – Viaggiando – “L’albero della vita” – 2016 – Ceramica raku su tavola – cm. 115 x 75


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