Articoli / Artisti che conosco

E’ bello rendersi conto quanto l’arte sia intrinseca del nostro Paese, quanto essa sia estesa, diffusa, e ramificata, quanto pervada il Territorio e si arrampichi su per sentieri impervi fino a raggiungere le vette e i luoghi più remoti dove uomini e donne “comuni”, lontane dal mondo ufficiale e istituzionale dell’arte, in modo silenzioso e umile alimentano di bellezza e positività il nostro patrimonio culturale, con la loro creatività e sensibilità, con le loro mani ed il loro intelletto.

E’ bello scoprire un talento quando meno te l’aspetti, ad esempio girovagando una sera tra i vicoli di un piccolo borgo lucano, Valsinni, in Provincia di Matera, arroccato su un’estrema propaggine del Pollino al confine con la Calabria.

Il talento porta il nome di Giovanni Olivieri che a Valsinni è nato nel 1949 e che attualmente ci vive dopo esserne stato lontano numerosi anni.

Nel 1963, infatti Giovanni parte per Milano dove inizia a frequentare assiduamente le gallerie d’arte. Dipinge anche lui, per passione, grazie al suo talento innato.

Autodidatta e sganciato da qualsiasi collocazione artistica precisa, l’artista lucano segue con oli, gessetti e carboncini il suo istinto e l’ispirazione, che gli giunge da ciò che vive, sente e lo circonda.

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Un grave problema di salute trasforma questo suo diletto in una vera e propria necessità e l’arte diventa terapia, il mezzo attraverso il quale canalizzare ed esternare tutte le sensazioni e le emozioni scaturite dal dramma che lo sta colpendo, lo strumento che gli impedisce di sprofondare e che gli permette di reagire positivamente.

I dipinti di questo periodo oscuro trasmettono forte il senso della tragedia: volti reclinati, chiusi nei meandri dei propri pensieri, fiori secchi e alberi malati.

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I Balordi – Gessetti su cartoncino – 48,5×69,5 cm

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Palcoscenico Moderno -Smalto su tela – 48,5×69,5 cm

La guarigione riporta Giovanni Olivieri nel suo paese natio; dopo tanti anni di assenza, il pittore lo riscopre e ne immortala sulle tele gli scorci più suggestivi, le antiche case, le pietre, le ripide scalinate; dopo tanto dolore, egli riscopre lentamente anche il sorriso che andrà di nuovo ad illuminare di vita e colore i suoi paesaggi e le sue nature morte.

LeA

Fonte:
Biografia di Giovanni Olivieri – Aldo Zaccone

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