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Poco conosciuti in Italia ma assolutamente degni di attenzione. Sono gli artisti belgi che tra fine ‘800 ed inizio ‘900 dettero vita a Bruxelles al Gruppo “Les XX” (I Venti).

Inaugurato nel 1884 dai pittori ed illustratori Octave Maus e Théo van Rysselberghe, il Gruppo crebbe velocemente in una ventina tra pittori, scultori e designer che crearono il Salon dei XX, in parallelo al Salon degli Artisti Indipendenti di Parigi.

Il gruppo belga organizzava esposizioni annuali a cui erano invitati anche importanti artisti stranieri come Pissarro, Monet e Seurat e s’impegnava a promuovere le diverse forme d’arte, accogliendo anche musicisti e letterati.
Ben presto il Salon dei XX divenne un’occasione d’incontro delle diverse tendenze di avanguardia internazionali.

Mi fa piacere farvi conoscere alcuni membri di questo Gruppo, iniziando oggi con Georges Lemmen, nato a Bruxelles nel 1865, disegnatore e pittore neo e post-impressionista.

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Foto di Georges Lemmen

Studiò Arte nella sua città natale, attratto inizialmente dalle opere di Degas e Toulouse-Lautrec. A soli ventitré anni si unì ai Les XX ed iniziò ad orientare il suo stile verso il neo-impressionismo.

Quando Georges Seurat presentò i suoi dipinti al Salon des XX, Lemmen, affascinato adottò la tecnica del puntinismo tipica del grande pittore francese, applicando il miscuglio ottico dei colori a paesaggi e ritratti e riuscendo ad esporre anche al Salon degli Indipendenti di Parigi.

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Industrie sul Tamigi, 1892-94 – olio su pannello – Collezione privata

Per diversi anni Lemmen seguì le teorie di Seurat, le perfezionò e personalizzò, ma verso la fine del 1800 abbondonò definitivamente il puntinismo.

Tornò ad un impressionismo più tradizionele ma adottò anche una pittura con chiari riferimenti al sintetismo post-impressionista, corrente pittorica dallo stile antinaturalistico, decisa a superare il realismo impressionista ed a rappresentare, con forme bidimensionali, sintesi formale e colori irreali, le emozioni allo stato puro, i sentimenti che i soggetti suscitavano nell’artista anziché la descrizione dei soggetti stessi.
Queste teorie contribuiranno allo sviluppo del Simbolismo e dell’Art Nouveau.

L’opera di Lemmen “Spiaggia a Heist” è un esempio significativo di stile sintetico post-impressionista, dove si nota in particolare la grande nube di colore blu ed i contorni singolari delle forme, molto vicini allo stile dei Nabis (Dagli artisti di Pont Aven al gruppo dei Nabis).

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Spiaggia a Heyst, 1891 – olio su legno – 37,5×45,7 – Grand Palais, Musée D’Orsay, Parigi

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Heyst n. 3: Alta marea, 1891 – olio su pannello -Collezione privata

Ritratti, paesaggi e nature morte in vari stili ed epoche

Purtroppo, nel 1916, a soli cinquantuno anni, Georges Lemmen morì, a Bruxelles. Oltre ai dipinti, le sue opere contano anche numerosi disegni e illustrazioni di libri, manifesti, ceramiche e tappeti.

LeA

Disegni

Fonti:
musee-orsay.fr
it.wikipedia.org

Commenti

  1. Helga Meighörner Dice: novembre 29, 2016 at 2:42 pm

    Grazie per il saggio con tanti esempi della sua arte che non ha da temere il confronto con gli artisti francesci di quella corrente. Helga

    • Ciao Helga, ringrazio te per aver commentato ed apprezzato l’articolo. Infatti, troppo spesso si parla o si scrive dei grandissimi Maestri, ormai conosciuti da tutti ma raramente vengono presi ad esempio, ricordati e raccontati i tanti altri altrettanto talentuosi che popolano la storia dell’Arte. Per quanto riguarda i Belgi, poi, vengono sempre ingiustamente confusi o messi in secondo piano rispetto ai Francesi ! Un caro saluto e buona serata !

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