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Firenze possiede tanti bellissimi palazzi antichi ma purtroppo alcuni di essi non sono visitabili e rimangono per lo più sconosciuti.

Uno di questi è Palazzo Gondi che si affaccia ad angolo su Piazza San Firenze e Via De’ Gondi, strada che porta direttamente a Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria.

Palazzo Gondi è uno dei Palazzi fiorentini che appartiene ancora ai discendenti della stessa famiglia che lo fece costruire, è privato e pertanto chiuso al pubblico.

L’edificio, perla rinascimentale, è una scrigno ricco di storia, di opere e testimonianze artistiche;
ritengo sia un vero peccato tenerlo “nascosto” e pertanto ho pensato di parlarvene e farvelo conoscere anche se solo con qualche fotografia.

Ho avuto occasione di entrarci in occasione di un evento privato e le parole non bastano per descrivere la meraviglia dell’architettura, degli arredi interni, delle opere d’arte e del panorama di cui si gode, secondo me uno dei più belli di Firenze.

Oltre alle cantine, il Palazzo comprende tre piani, tra cui, in particolare il secondo anche detto “piano nobile” che ospita sontuosi salotti e sale da pranzo;
il terzo piano era originariamente adibito ai locali di servizio ma col tempo è stato trasformato in uno stupendo appartamento con un’altana, posta nella parte più elevata, che non sporge rispetto alla costruzione e che è composta da loggette, diversi terrazzi a più livelli e un piccolo giardino pensile; Palazzo Vecchio, il Duomo, il Campanile di Giotto, il Bargello, Santa Croce e le colline con San Miniato e Fiesole sono a portata di mano !

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Palazzo vecchio da una delle terrazze del terzo piano

Un aneddoto storico
Palazzo Gondi fu fatto costruire dal banchiere Giuliano Gondi nel 1489, sull’insediamento dell’antico Teatro Romano.
In una delle case fatte distruggere per costruire il Palazzo c’era anche lo studio notarile di Ser Piero da Vinci, padre di Leonardo. Ser Piero aveva preso il locale in affitto proprio dai Gondi per 30 fiorini l’anno.

Leonardo da Vinci frequentava lo studio del padre e proprio da lì vide e disegnò il cadavere di Bernardo Bandini Baroncelli, impiccato per aver ucciso Giuliano de’ Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico, durante la congiura Dei Pazzi (1478). Il Bandini scappò ma fu arrestato l’anno dopo a Costantinopoli (Istanbul) e giustiziato a Firenze.

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Leonardo da Vinci (1452-1519) – Impiccagione di Bernardo Bandini Baroncelli, 1479 – penna d’oca e inchiostro su carta – 192×78 mm – Museo Bonnat-Helleu, Bayonne, Francia

A quei tempi Leonardo faceva apprendistato presso la bottega di Andrea del Verrocchio. Ecco due celebri dipinti di quel periodo.

In ricordo e onore del grande Leonardo, nell’androne d’accesso di Palazzo Gondi fu posta nell’800 una scritta che dice: “Leonardo da Vinci visse la beneaugurata giovinezza in una casa dell’Arte dei Mercanti che da Giuliano Gondi fu comprata e disfatta nel murare questo palagio, al quale dandosi perfezione nel MDCCCLXXIII (1873) il Comune e il Signore concordi, vollero che la memoria di tanto nome al nobile e vago edifizio accrescesse decoro”.

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La scritta posta nell’androne di Palazzo Gondi, in ricordo di Leonardo da Vinci

LeA

Fonti:
palazzogondi.it
it.wikipedia.org

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