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Il 23 giugno prossimo verrà inaugurato a Firenze, in Piazza SS Annunziata, il Nuovo Museo degli Innocenti.

Sarà un importante evento non solo a livello locale ma anche nazionale ed internazionale considerato il notevole peso sociale, storico ed artistico che riveste il magnifico complesso rinascimentale dell’Istituto degli Innocenti, da sempre impegnato nell’accoglienza e nella tutela dei bambini e all’interno del quale si sviluppa il Museo.

Il Nuovo Museo degli Innocenti è stato pensato per collegare, valorizzare e rendere maggiormente fruibili al mondo gli immensi patrimoni dell’Istituto: quello artistico-culturale rappresentato da opere d’arte d’inestimabile valore e quello storico-sociale aprendo al pubblico parte delle migliaia di documenti e oggetti dell’antico Archivio Storico raccolti, conservati e catalogati in quasi sei secoli e che testimoniano la storia dei 500.000 “nocentini” cresciuti nell’Istituto e delle donne che vi hanno vissuto a partire dalla sua fondazione fino ad oggi.
Il MUDI non è quindi solo uno spazio espositivo ma anche un luogo vissuto che offre una visione d’insieme, completa, unificata e ragionata dell’opera secolare dell’Istituto in ambito socio-assistenziale, culturale e anche di ricerca e sviluppo.

L’ articolato progetto di rinnovamento, restauro ed ampliamento del Nuovo Museo è iniziato nel 2009 ed ha coinvolto tutti i settori di ricerca e attività dell’Istituto, in collaborazione con la Regione Toscana e numerose Istituzioni culturali pubbliche e private.

Fra le opere architettoniche interne, moderne ma perfettamente integrate nel contesto rinascimentale esterno, una grande scala bianca collega i tre piani del percorso espositivo.

Al piano seminterrato numerosi oggetti, documenti e la ricostruzione, con l’ausilio di supporti multimediali, di circa cento biografie di bambine e bambini accolti nel corso dei secoli racconteranno la storia dell’antico Spedale oggi Istituto degli Innocenti e aiuteranno i visitatori a conoscere e comprendere meglio la sua principale missione. Sullo stesso piano sono state previste alcune sale convegni.

Al piano terra un’area dedicata accoglierà residenti e turisti, mentre in altri locali continueranno ad essere organizzate attività formative, ludiche e creative per bambini, famiglie e scuole, già conosciute come “Bottega dei Ragazzi”.

Nei cortili sarà possibile scoprire la parte architettonica dell’Istituto e conoscere le varie evoluzioni ed adattamenti degli spazi, avvenuti nel corso dei secoli.

Nella galleria sopra il portico di facciata si trova la Pinacoteca, completamente ristrutturata, che ospiterà la collezione di circa ottanta fra dipinti, sculture e oggetti d’arte appartenenti allo Spedale.

Il Museo vanta capolavori di artisti del calibro di Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Piero di Cosimo, Luca e Andrea della Robbia come ad esempio la grande pala raffigurante l’Adorazione dei Magi, tavola dipinta dal Ghirlandaio tra il 1485 e il 1488, originariamente posta sull’altare maggiore della Chiesa dell’Istituto, chiamata “Santa Maria degli Innocenti”; oppure la Madonna con i piccoli Innocenti , stendardo processionale dello Spedale eseguito nel 1445 da Domenico di Michelino; ed ancora la Madonna col Bambino e un angelo di Sandro Botticelli.

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Domenico Ghirlandaio (1449-1494) – L’Adorazione dei Magi, 1485-1488 – Tempera su tavola – 285×243 cm – Istituto degli Innocenti. I due personaggi posti dietro la Madonna simboleggiano l’impegno di laici e religiosi nell’opera assistenziale.

Fra le opere oggetto di restauro si trovano anche i 10 putti in ceramica scolpiti da Andrea della Robbia che decorano le arcate dell’Istituto dal 1487; sono 10 piccoli in fasce tutti leggermente diversi l’uno dall’altro e affidati alle mani esperte dei restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure.

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Uno dei putti di Andrea della Robbia (1435-1525-28) presenti sulle arcate dell’istituto, 1487.

Singolare e degno di nota è anche il “Coretto” che proviene dalla Chiesa dell’Istituto e dal quale, attraverso delle grate, le balie e le numerose “nocentine”, più volte al giorno, assistevano alle funzioni religiose, pregavano e socializzavano senza essere viste.

Anche la terrazza, chiamata Verone e anticamente adibita a stenditoio, è stata ristrutturata ed in parte chiusa da una vetrata, per la realizzazione di una caffetteria che si affaccia direttamente sulla Cupola del Duomo.

Per accedere più facilmente all’interno dello spazio museale, che ospiterà anche mostre temporanee, verranno aperti due nuovi ingressi su Piazza Santissima Annunziata.

Non si può parlare di questo nuovo centro culturale senza fare riferimento alla storia dell’Istituto, alfine di meglio comprendere lo stretto rapporto fra missione assistenziale e patrimonio artistico.

Nel 1419 l’Arte della Seta, in seguito alle volontà ed al lascito di 1000 fiorini del mercante pratese Francesco Datini, fondò il primo luogo per l’accoglienza e l’educazione dei trovatelli, lo Spedale degli Innocenti.
Il progetto e la costruzione furono affidati a Filippo Brunelleschi che realizzò un rivoluzionario esempio di architettura rinascimentale.

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Stemma dell’Arte della Seta posto sulla facciata esterna dell’Istituto

Nel 1445 fu accolta la prima bambina, Agata Smeralda e da allora lo Spedale non ha mai interrotto la sua opera assistenziale e di tutela dell’infanzia, crescendo, curando ed educando bimbi illegittimi, abbandonati, bimbi che venivano restituiti ai genitori dopo lo svezzamento e bimbi che a causa della grande miseria venivano affidati all’Istituto da madri disperate, per assicurare loro un futuro e nella speranza di poter un giorno tornare a riprenderli. I bambini abbandonati potevano essere adottati oppure venivano affidati a famiglie che li riconsegnavano all’età di sette anni.

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Madre che lascia il figlio alla ruota – Stampa apparsa sulla rivista tedesca “Die Gartenlaube” nel 1859, primo settimanale a diffusione di massa, precursore di tutte le riviste moderne

Inizialmente i piccoli venivano lasciati nella cosiddetta “pila”, una sorta di conca simile ad un’acquasantiera, situata sotto il porticato; in seguito fu sostituita dalla “ruota” chiamata anche “ferrata”; si trattava di una bussola girevole che combaciava con un passaggio nel muro, chiuso da una finestrella con una grata (la ferrata); la ruota serviva per evitare l’abbandono di bambini troppo grandi e permetteva alle madri di deporvi i neonati, facendoli entrare al riparo senza essere viste, dopodiché suonavano una campanella posta accanto alla ruota per avvertire della presenza del bimbo.
Spesso insieme ai neonati venivano lasciate lettere o dei segni di riconoscimento, come delle medaglie spezzate a metà, nella speranza di poter un giorno riconoscere, con l’altra metà il proprio figlio e riportarlo a casa.
La ruota rimase aperta fino al 1875 quando fu vietato l’abbandono anonimo di minori. La finestrella fu murata e attivato nell’Ospedale un “Ufficio di Consegna” presso il quale lasciare i bambini.

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La ruota o ferrata dell’Istituto degli Innocenti

Lo Spedale non si limitava a dare un tetto, nutrire e curare i fanciulli ma pensava anche alla loro educazione e ad una crescita armoniosa ed equilibrata.

Oltre ad insegnar loro un mestiere, ai bambini veniva impartita un’educazione religiosa e culturale con lezioni di canto, musica, disegno e buone maniere; ma non solo, essi venivano educati al “bello” ed abituati a vivere in ambienti impreziositi dall’arte.
Infatti, la concezione e la ricerca della bellezza formale, intrinseche alla città, portarono i responsabili dello Spedale a chiamare fin dall’inizio numerosi artisti che realizzarono le opere d’arte che ancora oggi possiamo ammirare.
Nella Firenze rinascimentale si fondevano così la funzione socio-assistenziale e quella artistica dell’Istituto a conferma del carattere, almeno in origine “popolare” della grande arte e dell’importanza che essa riveste nella crescita dei bambini e nella vita di tutti i giorni.

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Bernardino Poccetti (1548-1612) – Strage degli innocenti (dettaglio), 1610 – Affresco presente nel vecchio refettorio dell’ Istituto degli Innocenti, che rappresenta uno spaccato della vita quotidiana nello Spedale e la sua vocazione per l’educazione e l’accoglienza.

Considerato da sempre un modello universale, lo Spedale o Ospedale, oggi Istituto degli Innocenti ha proseguito ininterrottamente nel corso dei secoli la sua principale missione di accoglienza e tutela dei diritti dell’infanzia e della famiglia, evolvendosi continuamente, ampliando sin dal 1800 il suo impegno a favore non solo dei bambini ma anche delle madri, adeguandosi col passar del tempo alle nuove normative ed alle diverse esigenze sociali.

Attualmente, l’Istituto gestisce tre case di accoglienza per bambini in affido familiare e madri in difficoltà; per la parte educativa e culturale ci sono tre nidi, il Museo e la Bottega dei Ragazzi.
L’Istituto opera anche attraverso indagini, studi, ricerche e monitoraggi sulla condizione minorile, conduce sperimentazioni per innovare e gestire i servizi e promuove sempre di più un’attenta cultura dell’infanzia.

Nel contempo, ha continuato la valorizzazione e la conservazione del suo patrimonio storico artistico e monumentale, portando avanti la stessa filosofia di cultura quale parte integrante della sua opera assistenziale e contribuendo a fare di Firenze un connubio di bontà e misericordia, arte e bellezza.
Il Nuovo Museo degli Innocenti ne è la più recente testimonianza.

Vi auguro buona visita !

LeA

Gli orari e le modalità di apertura al pubblico non sono ancora state definite ma potranno essere consultate sui canali ufficiali del Museo:
sito: www.istitutodeglinnocenti.it
canali social: Facebook e Instagram

Fonti:
it.wikipedia.org
www.istitutodeglinnocenti.it

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