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E’ della Spin Art, particolare tecnica pittorica, di cui oggi vorrei parlarvi, attraverso il talento di Damien Hirst, artista inglese nato nel 1965 e considerato uno dei più grandi esponenti dell’Arte Contemporanea.

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Damien Hirst nel 2007

Damien Hirst inizia a sperimentare la Spin Art nel 1992, ispirandosi ai suoi ricordi di bambino quando scoprì questa tecnica pittorica in un programma della BBC per i ragazzi.

Infatti, la pittura Spin viene utilizzata principalmente per intrattenere ed esporre ai bambini il processo di creazione artistica, anche se poi risulta molto interessante anche per gli adulti.

Questa particolare tecnica utilizza essenzialmente vernice, tela ed una particolare macchina rotante (spin infatti significa “rotazione”).
Si inizia decorando la tela con gocce di vernice, la si applica alla piattaforma rotante spinta ad alta velocità, e si fa così “esplodere” i colori verso l’esterno.

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Annick Gendron, olio su plexiglas, 1969

A partire dal 1960 alcuni artisti contemporanei adottano la Spin Art come forma espressiva, utilizzando macchine rotanti con motori più potenti rispetto a quelli presenti nelle scuole.

Con il loro talento e la loro creatività aggiungono, durante la rotazione, vernice di diversi colori, stratificano le tinte e le fondono in intricati e sottili disegni dando vita ad un’infinita e sorprendente gamma di effetti cromatici, modulati talvolta anche dalla variazione di velocità della piattaforma, decisa dall’artista.

Damien Hirst descrive questi suoi lavori come: “Infantili … nel senso positivo della parola” e ancora dice: “Mi piace crearli; mi piace molto la macchina ed il movimento. Ogni volta che finisco un lavoro sono disperato finché non ne inizio un altro”.
I dipinti di Hirst sono di forma circolare e montati su telai in acciaio; tutti si chiamano “Beautiful”, titolo al quale seguono alcune parole che descrivono l’opera.

L’autore
Provocatorio, eccessivo, sopra le righe, amato e molto discusso, nel corso della sua carriera Hirst ha realizzato opere emblematiche e ambivalenti dove costantemente vengono contrapposti i concetti di vita e di morte, di bellezza della natura e la sua inevitabile fine, della contraddizione insita nell’Uomo che si affanna per vivere pur sapendo di dover ogni giorno fare i conti con la morte.

L’artista vuole mettere le persone di fronte alle “questioni fondamentali della propria vita”; incita gli spettatori a guardare in faccia la dura e scomoda realtà cioè la fragilità e la brevità dell’esistenza. Il titolo dell’opera, che nel 1991 lo portò al successo mondiale sintetizza perfettamente questo suo pensiero: “L’impossibilità fisica dell’idea di morte nella mente di colui che vive”.

LeA

Fonti: 
damienhirst.com
tracce.it
en.wikipedia.org
es.paperblog.com

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