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“Se mi domandate per quale motivo sono entrato in questa vita, vi risponderò: sono venuto per vivere ad alta voce” E. Zola

Emile Zola, scrittore, giornalista, saggista, critico letterario e fotografo francese (Parigi 1840–Parigi 1902), rappresenta ciò che attraverso l’Arte, in questo caso la scrittura, si può fare a favore dell’informazione, della divulgazione, della ricerca di giustizia e di libertà.

Passionale, attento ai temi sociali e politici, attraverso le suo opere letterarie e i suoi articoli Zola si è sempre schierato violentemente contro l’ipocrisia, e la corruzione della Francia imperiale.

Molti romanzi di Zola sono incentrati sulla realtà sociale dell’epoca e attraverso di essi lo scrittore documenta e analizza in maniera precisa e spietata la Società nella quale vive, prendendo nettamente posizione a favore dei più umili, denunciando le miserevoli condizioni di vita delle classi più povere e accusando apertamente la Società imperiale di falsità e accanimento nei confronti dei più deboli e diversi.

Benché amato ed apprezzato per il suo stile narrativo e le sue idee, Zola, oltre ai consensi si attira inevitabilmente anche grandi critiche e inimicizie da parte degli ambienti più conservatori.

Il caso eclatante dell’Affaire Dreyfus scoppia nel 1894 quando il capitano di discendenza ebraica, Alfred Dreyfus viene accusato e condannato ingiustamente per spionaggio.

Emile Zola interviene apertamente in sua difesa con una lettera aperta al Presidente della Repubblica Félix Faure, intitolata “J’accuse”, che pubblicherà sul quotidiano “L’Aurore”.

Accusando di fatto i vertici delle forze armate, Zola viene condannato ad 1 anno di carcere ma riesce ad evitarlo scappando in Inghilterra e rientrerà in Francia solo in seguito ad un’amnistia.

LeA

J'accuse

 

Parte della lunga lettera:

«Poiché essi hanno osato, oserò anch’io. La verità io la dirò, perché ho promesso di dirla, se la giustizia, dopo regolare processo, non l’avesse acclarata, piena e intera. È mio dovere parlare, non intendo rendermi complice. Le mie notti sarebbero ossessionate dallo spettro dell’innocente che espia laggiù, con la tortura più orribile, un crimine che non ha commesso. È a Lei, Signor presidente, che la griderò questa verità e con tutta la forza della mia ribellione di galantuomo……….”

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Fonti:

www.nadar1874.net
www.france.fr
it.wikipedia.org
storiadisraele.blogspot.it

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