Articoli / Attualità - Arte- Informazione - Cultura / Impressionismo / PITTURA XIX° e inizio XX° secolo

Ripartendo dal Naturalismo inglese di William Stott di Oldham, descritto nel mio ultimo articolo (PRINCIPE o PASTORE? Tra Realismo e Naturalismo), vorrei parlare di un importante artista belga, Émile Claus (1849-1924) che dal Naturalismo arrivò progressivamente ad un suo particolare stile di Impressionismo, diventando uno dei principali rappresentanti della pittura impressionista in Belgio, fondatore e maggior esponente di quello che verrà definito il luminismo impressionista.

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Fiori di Cappuccini, 1901 – olio su tela – Collezione privata

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Il Castagno, 1906 – olio su tela – 135 x 144 cm – Museo d’arte moderna e contemporanea di Liegi, Belgio.

Ma prima di addentrarmi nella pittura di Emile Claus, vorrei scrivere due righe sui vari movimenti artistici presi in considerazione, per maggior chiarezza e comprensione.
Il Naturalismo è apparso più volte nel mondo dell’arte, ma il movimento artistico dell’Ottocento si sviluppa in Francia tra il 1840 e il 1870, proseguendo ed ampliando la corrente artistica del Realismo. Entrambi i movimenti si contrappongono al Romanticismo classico dell’epoca, respingendo la sua visione idealizzata e abbellita dei temi rappresentati.
Le due nuove correnti sostengono la rappresentazione realistica degli oggetti nel loro ambiente naturale.
I soggetti sono paesaggi urbani e suburbani, il mondo del lavoro e la vita dei campi, la realtà quotidiana in cui persone, animali e cose sono ritratte nei loro luoghi e nei loro contesti, astenendosi da ogni sentimentalismo, rappresentando anche i lati sgradevoli e non solo quelli belli e armonici.
Dalla Francia, il Naturalismo si è esteso in tutta Europa e negli Stati Uniti, dando vita, col tempo ad altre correnti pittoriche, diverse tra loro secondo il Paese di appartenenza.
E’ interessante notare la differenza tra lo sviluppo del naturalismo inglese, sfociato nel Preraffaellismo e quello francese di Manet e i suoi seguaci arrivato all’Impressionismo.

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Povertà, 1882 (?)

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Il Vecchio Giardiniere, 1885 – olio su tela – 214 x 138 cm – Museo d’arte moderna e contemporanea di Liegi, Belgio.

Émile Claus nacque in un piccolo villaggio delle Fiandre occidentali, sulle rive del fiume Lys, in una famiglia di commercianti rurali. Malgrado il parere negativo dei genitori, riuscì a diplomarsi, nel 1874 all’Accademia delle Belle Arti di Anversa, città dove rimase a vivere per dedicarsi interamente alla pittura.
Nel primo periodo della sua attività, Emile Claus si dedicò soprattutto ai ritratti, alla pittura di genere e ai temi sociali, realisti e con colori prevalentemente scuri, esponendo con successo a Bruxelles e a Gand.

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La Sorellina, 1881 – olio su tela – 61,5 х 73,5 cm – Collezione privata

Nel 1879, Claus partì per la Spagna e il Nord Africa, viaggio che segnerà una svolta nel suo modo di dipingere; la grande luminosità dei luoghi lo colpì infatti profondamente e al suo rientro in Belgio il pittore iniziò a fondare le sue composizioni e atmosfere sulla luce, facendola diventare l’elemento dominante delle sue opere.

Nel 1882, al Salon di Anversa, Claus espose: “Combattimento di galli”, dipinto realistico di grandi dimensioni che ottenne molto successo e permise all’artista, l’anno successivo di acquistare Villa Zonneschijn (Villa Luce del Sole) ad Astene, sui bordi della Lys, dove rimase fino alla morte, insieme alla moglie Charlotte Dufaux, sposata nel 1886 e nipote di uno dei notabili dipinti nella tela “Combattimento di galli”.

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Combattimento di galli, 1882 – olio su tela – 275×200 cm – Collezione privata

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Charlotte Dufaux nel suo vestito da sposa, 1886 – olio su tela

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Ritratto di Charlotte Dufaux, la Signora Claus, moglie del pittore, 1900 – olio su tela – 81 × 96 cm – Musée des Beaux-Arts, Tournai, Belgio

Nella Villa, Claus allestì anche il suo studio; la splendida vista di cui poteva godere dalle finestre, lo spazio e la luce dal quale era circondato, il giardino, il lavoro nei campi e le sponde del tanto amato fiume Lys, lungo il quale si dipanava la vita dei contadini lo ispirarono inevitabilmente. Fino al 1890 il pittore mantenne anche lo studio ad Anversa e per tre anni, dal 1889 al 1891 affittò un atelier a Parigi che utilizzava durante l’inverno, frequentando assiduamente il mondo impressionista.

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Zonneschijn (Luce del sole), 1899 – olio su tela – 116 x 80 cm – Musée d’Orsay, Parigi

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Ortensie sulle rive del fiume Lys, 1898 – olio su tela

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Giardino fiorito di Villa Zonneschijn ad Astene – olio su tela – 117 х 90 cm – Collezione privata

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Serata d’Estate, 1895 – olio su tela – 98 x 131 cm – Collezione privata

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Sole d’inverno, pomeriggio, 1902 – olio su tela – 98,5 x 143 cm – Collezione privata

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Le Spigolatrici, 1890 ca – olio su tela – Collezione privata

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Giornata di sole, 1899 – olio su tela – 92,7 × 73,5 cm – Musée des Beaux-Arts di Gand, Belgio

Fu proprio sotto l’influenza di Claude Monet che il pittore belga passò gradualmente dal Realismo naturalistico al suo stile molto personale di Impressionismo, che verrà chiamato luminismo per la tavolozza particolarmente luminosa che utilizzava e che raggiungerà dopo il 1900; la ricerca di nuove forme di espressione e di esperimenti di luce diventò costante,  i colori si fecero più caldi e l’interazione tra luce e ombra più attenta.

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Bambini in un campo di rape, 1884 – acquerello – 34 x 50 cm

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La Lys ad Astene, 1885 – olio su tela – 473,5 × 115 cm – Groeningemuseum, Bruges, Belgio

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Pomeriggio lungo il fiume – olio su tela – 115,6 x 83,8 cm – Collezione privata

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Raccogliere fiori – olio su tela – 111,8 x 185,4 cm – Collezione privata

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La strada di scuola – olio su tela – 54 x 81 cm – Collezione privata

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Giovani contadine lungo la Lys, 1887 – olio su tela – 73 x 119 cm – Collezione privata

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Quello che resta dopo la fienagione, 1902 – olio su tela – 82,5 x 117,5 cm

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Bambini nei campi, 1924 – olio su tela – 41×51 cm – Muse Nazionale delle Belle Arti di San Paolo, Brasile

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Mattino d’Ottobre, Bordi della Lys, 1911-13 ca – olio su tela – 110 x 140 cm.

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L’estate, 1893 – olio su tela – 59 x 93 cm – Musée Royal des Beaux-Arts di Anversa, Belgio

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Tramonto sulla Lys, 1911 – olio su tela – Collezione privata

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Lavoro mattutino nel campo – olio su tela

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Fine di Agosto, 1909 – olio su tela

Claus prosperò velocemente sia dal punto di vista artistico che finanziario. Fu un periodo di grande lavoro e di assidua presenza alle grandi mostre internazionali, il Museo di Belle Arti di Anversa comprò una delle sue opere, e addirittura la famiglia reale belga acquistò un suo famoso e stupendo dipinto intitolato “Il Pic-nic”, del 1887. La tela rappresenta un’uscita domenicale in famiglia, in riva al fiume Lys; in primo piano, su una delle sponde è sistemato un gruppo di contadini, nell’erba incolta e in pieno sole; stanno osservando le famiglie della borghesia urbana che sulla riva opposta godono dell’ombra e del prato verde.

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Il Picnic, 1887 – olio su tela – 129 x 198 cm – Musée Royal des Beaux-Arts, Anversa, Belgio

La composizione con le due sponde del fiume e gli alberi in lontananza è l’evoluzione naturale e il culmine dell’opera “Il Battello che passa”, realizzata nel 1883 e tra le prime in cui Claus esplora la rappresentazione del fiume; è un bellissimo esempio di pittura naturalista che riporta per stile e atmosfera a “Il Traghettatore” (Le Passeur), dipinto da Stott di Oldham due anni prima.

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La Barca che passa, 1883 – olio su tela – 75.5 x 116 cm – Un’altra versione del presente lavoro, con quattro bambini anziché tre, è in una collezione privata.

Foto del fiume Lys com’è oggi

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Anche i successivi “La Raccolta delle barbabietole” (1890) e “I pattinatori” (1891) rappresentano importanti punti di svolta nell’evoluzione stilistica di Claus, collegamenti tra le due fasi della sua carriera artistica.
Il primo dipinto mostra degli agricoltori mentre raccolgono le barbabietole da zucchero. Il maestoso quadro, di ispirazione sociale evoca la durezza della vita contadina alla fine dell’Ottocento in un modo obiettivo e compassionevole; Claus non l’ha mai venduto e dopo la sua morte la vedova lo ha donato al Comune di Deinze di cui fa parte Astene.
“I Pattinatori” invece mostra un paesaggio ghiacciato con bambini che giocano. Il dipinto è ispirato alla novella di un romanziere fiammingo e ambientato in una zona paludosa con avvallamenti, canali di scolo e fossati che ogni inverno veniva allagata e trasformata in un’ampia piana ghiacciata.

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La Raccolta delle barbabietole, 1890 – olio su tela – 320 x 480 cm – Museo di Deinze, Belgio

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I Pattinatori, 1891 – olio su tela – 148.5 x 205 cm – Musée des Beaux-Arts di Gand, Belgio

La notorietà e le tante frequentazioni di Claus lo portarono ad avere celebri amici di famiglia che regolarmente gli rendevano visita ad Astene, due fra tutti: lo scultore francese Auguste Rodin e lo scrittore, giornalista e saggista Émile Zola.
Claus viaggiò molto, in Italia, Francia, Olanda e Stati Uniti. Ebbe anche molti studenti ai quali impartiva lezioni private di approfondimento e fu proprio una delle sue studentesse, la pittrice Jenny Montigny a diventare dal 1893 una delle persone più importanti nella vita di Claus; la ragazza si recò infatti con altre studentesse a Villa Zonneschijn per seguire un corso di pittura en plein air; malgrado Claus fosse sposato e avesse ventisei anni più di lei, i due artisti iniziarono una relazione che durò trent’anni, fino alla morte del pittore.

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Ritratto di Jenny Montigny – 1902 – olio su tela – 106,5 x 89 cm – Musées Royaux des Beaux-Arts, Bruxelles, Belgio

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Veduta su Murano, tramonto brillante, 1906 – olio su tela

Nel 1904 Emile Claus fondò l’Associazione di artisti “Vie et Lumière” (Vita e Luce) e divenne noto come il “pittore del sole” e “il pittore della Lys”; l’anno dopo espose a Bruxelles ben 52 lavori che lo consacrarono come colui che, nelle Fiandre, aveva aperto all’arte una nuova prospettiva.

Purtroppo, allo scoppio della prima guerra mondiale Claus dovette fuggire in esilio a Londra, accompagnato dalla moglie e da Jenny Montigny, interrompendo così il suo successo internazionale. Durante quegli anni visse in una casa sulle rive del Tamigi e il fiume londinese fu il suo principale tema di lavoro. L’artista dipinse una serie di vedute note come “Riflessioni sul Tamigi”, nello stile di Monet che ebbero una buona impressione sul pubblico quando  alla fine della guerra, nel 1918 Claus tornò in Belgio e partecipò ad esposizioni tra le quali, l’ultima a Bruxelles nel 1921.

Il “pittore del sole” morì nelle sua villa di Astene nel 1924, all’età di 75 anni; le sue ultime parole furono: “‘Fiori, fiori, fiori…” (Bloemen, Bloemen, Bloemen…), il giorno prima della sua morte aveva dipinto a pastello un mazzo di fiori inviatogli dalla Regina Elisabetta del Belgio. Claus fu membro dell’Accademia delle Arti di Anversa e cavaliere dell’Ordine della Legione d’Onore.

Dipinto della Villa nel 1924

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Villa Zonneschijn, 1924 – olio su tela – 93 x 88 cm

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Fonti:
sothebys.com/fr
it.wikipedia.org
blouinartinfo.com
wikiwand.com
commons.wikimedia.org
wikiart.org
yacht-huren.be (Foto della Lys)
mutualart.com

Commenti

  1. vive congratulazioni per l’articolo e le immagini ! grazie !

    • Ciao Roberta e grazie infinite per le congratulazioni! Il Belgio è un paese piccolo ma ricco di pittori anche poco noti ma di grande talento! Mi fa veramente piacere il tuo apprezzamento. A presto!

  2. Rita Carrodano Dice: luglio 28, 2018 at 7:30 am

    È un pittore che mi piace molto, soprattutto x la ricerca costante della luce .
    Ed è anche la mia ricerca…

    • Ciao Rita, grazie per aver letto il mio articolo e per avermi scritto! La ricerca della luce mi affascina e, da profana, posso solo minimamente immaginare quanto sia difficile trovare quella giusta attraverso pennelli e colori. Voi che vi ci dedicate siete straordinari! A presto.

  3. Giuseppe Sassi Dice: luglio 28, 2018 at 11:37 am

    Belli i suoi articoli e le illustrazioni.

    • Salve Giuseppe. Grazie infinite per aver letto i miei articoli, per avermi scritto e per il suo apprezzamento che mi fa molto piacere e mi esorta a fare sempre meglio. Buon pomeriggio e a presto!

  4. Doris Darni Riva Dice: luglio 28, 2018 at 5:04 pm

    artista straordianario, opere meravigliose che lasciano lo sguardo meravigliato ed incantato..grazie di cuore cara Luz, stupendo articolo, perla di cultura, armonia e belleza che nutre l’anima! Doris

    • Ciao Doris e grazie infinite a te per il bel commento! Le tue parole mi riempiono di gioia perchè mi dimostrano che attraverso la bellezza dell’Arte si possono condividere emozioni e benessere, oltre naturalmente alla cultura, e questo è lo scopo primario di Libertà e Arte. Un saluto di cuore e a presto!

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