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1a parte: E’ L’ORA DI JAMES TISSOT, PITTORE DIMENTICATO (1a parte)
3a parte: E’ L’ORA DI JAMES TISSOT, PITTORE DIMENTICATO (3a ed ultima parte)

“L’abito è nel contempo una scienza, un’arte, un’abitudine, un sentimento” Honoré De Balzac (1799-1850)

Nel 1873, dopo la guerra franco-prussiana e la disfatta della Comune di Parigi, Tissot va a vivere a Londra dove rimarrà per 11 anni.

Ben introdotto anche nella capitale britannica, frequenta borghesia ed aristocrazia continuando a dipingere, come a Parigi, ambienti mondani, eventi sociali, feste, personaggi influenti e belle dame, sempre attratto dal fascino femminile e dalla descrizione minuziosa di abiti e oggetti.
Ma la Società inglese dell’epoca vittoriana si basa su codici comportamentali molto rigidi che portano Tissot, acuto osservatore e abituato ai costumi francesi molto più libertini, a rappresentarla con ironia e scherno, attraverso alcune delle sue opere; pertanto, anche se i suoi dipinti riscuotono grande successo, spesso viene criticato per la sua troppa precisione realistica e l’eccessivo sarcasmo. L’Artista non tiene conto di nessuna regola di etichetta e moralità, mettendo in luce i difetti, i falsi pudori e le debolezze di quel mondo.

Tuttavia, Tissot non tradisce l’interesse che l’ha sempre caratterizzato per la condizione femminile, le questioni sociali e politiche dell’epoca; lo esprime in dipinti ma anche in numerose caricature che realizza per la rivista Vanity Fair disegnando politici, artisti, scienziati, critici, finanziari e regnanti della scena nazionale ed internazionale.

Nel 1874 acquista una casa a Saint John’s Wood, quartiere “bene” di Londra, allestendo dimora e giardino appositamente come sfondo per i suoi dipinti.

Di seguito: Tissot e i problemi sociali: gli “Emigranti” – In “Troppo presto” Tissot prende in giro alcuni invitati ad un ballo, imbarazzati per essere arrivati troppo presto.

Queste sono alcune delle caricature eseguite da Tissot per Vanity Fair con le relative didascalie

In favore della Regina Isabella di Spagna, Tissot prende posizione scrivendo: "Tutta la vita è stata tradita da coloro che avrebbero dovuto esserle più fedeli” facendo forse riferimento a chi da sempre l'aveva combattuta anche perché scelta come erede al trono grazie all'abrogazione della legge che limitava la successione ai soli maschi.In carica dal 1833 al 1868 quandoandò in esilio in Francia e poi abdicò in favore di suo figlio.
Mentre circa la caricatura di Lord John George Dodson, Tissot scrive: "Ways and Means" (Modi e Mezzi): nome del comitato parlamentare che aveva il compito di trovare modi e mezzi con cuiaumentare le entrate per attuare gli obiettivi di politica economica. Questi “modi e mezzi” erano principalmente l'imposizione di tasse.

 

Circa due anni dopo Tissot conosce e s’innamora di Kathleen Newton, giovane irlandese divorziata, con due figli illegittimi e pertanto esclusa dalla società.
Degno di nota è il secondo incontro, in questo periodo, di Tissot col pittore italiano Giuseppe De Nittis, conosciuto in precedenza a Parigi.

Nel 1876 James e Kathleen vanno a vivere con i bambini nella casa di Saint John’s Wood e per Tissot avviene un cambiamento radicale di vita, sia privata che artistica; abbandona le ambizioni sociali ed inizia un’esistenza più sobria, tranquilla, lontana dai salotti londinesi.
Kathleen diventa la sua musa, la ritrae all’infinito immortalandone bellezza e seduzione, fermando attimi di dolcezza e spensieratezza, di malinconia o disappunto. Tutte le sue opere in questo periodo si concentrano sulla compagna e sulla loro felicità familiare. Fa prova di originalità e modernità riversando nelle tele la sua vita privata. Utilizza fotografie sue e della sua famiglia per comporre i dipinti, lasciando trasparire tutti i suoi sentimenti.
Ma gioia e serenità durano poco. Kathleen s’ammala di tisi e nel 1882 muore suicida, a 28 anni.

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Affranto dal dolore, Tissot abbandona Londra e torna a Parigi.
Gli anni con Kathleen, la malattia ed il lutto hanno accresciuto la sua religiosità.
E’ infatti di questo periodo la serie de “Il Figliol prodigo nella vita moderna”, iniziata a Londra e conclusa a Parigi tra il 1880 il 1882 con la quale Tissot torna a trattare, dopo vent’anni esatti, la stessa parabola cristiana dipinta nel 1862, ambientata questa volta in epoca moderna…………………..seguirà la 3a ed ultima parte venerdì 12 Febbraio.

LeA

Fonti:
leurispes.it
appuntario.blogspot.it
chiostrodelbramante.it
allartclassic.com
jamestissot.org
Catalogo generale della mostra “James Tissot”, Roma–C.Sciama–Ed.Skira

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