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Penso valga la pena soffermarsi ed approfondire l’opera e la personalità di questo pittore ed incisore dell’ Ottocento, poco conosciuto ma meritevole della stessa considerazione ed attenzione riservata ai suoi più illustri colleghi ed amici dell’epoca: Degas, Manet, Ingres, Courbet e Boldini, per citarne solo alcuni.

Infatti, al contrario di tanti altri artisti, Tissot riscuote un grande successo in vita ma dopo la sua morte, avvenuta in Francia nel 1902, la sua arte e la sua persona vengono dimenticate benché, privo di eredi diretti, avesse lasciato parte delle sue opere allo Stato francese. Sarà solo negli anni settanta che, grazie ad alcuni studiosi inglesi, Tissot verrà riscoperto ed in seguito, negli anni ’80, finalmente ripreso in considerazione anche dai suoi compatrioti con una prima esposizione in suo onore al Petit Palais di Parigi, nel 1985.

Jacques-Joseph Tissot, detto James, nasce in Francia a Nantes, nel 1836 da un mercante di tessuti ed una disegnatrice di cappelli cattolici molto devoti che infondono anche nel figlio una grande Fede. Moda e religione caratterizzeranno fortemente i temi delle opere di Tissot. Parte delle sue opere rappresentano infatti scene della Bibbia e dei Vangeli in contrapposizione con lo spiccato interesse per la moda, la mondanità ed il fascino del mondo femminile. Divise saranno anche, tra Francia ed Inghilterra, la sua vita e la sua carriera.

Nel 1855 Jacques-Joseph cambia il suo nome francese in quello forse più mondano di James e nel 1857, a 21 anni, si trasferisce a Parigi per entrare alla Scuola delle Belle Arti dove, fra gli altri, avrà per maestro Ingres. Qui, dimostra subito il suo talento e dal 1859 circa inizia ad esporre al “Salon”, con opere di carattere storico e religioso ispirate all’arte fiamminga medievale e al Rinascimento italiano.

Progressivamente Tissot passa dalla pittura storica e religiosa ad una più contemporanea. Inizia a ritrarre i personaggi e gli eventi della Belle Époque parigina e di quel mondo dorato del quale fa parte. Dandy raffinato, l’artista diventa uno dei più apprezzati dall’alta borghesia; E’ l’epoca in cui Tissot dipinge ritratti ed ambienti in modo molto realista, con dovizia di particolari e ricchezza di dettagli, attento a costumi ed accessori: bellissime donne alla moda, raffinate ed eleganti in abiti sontuosi, ambienti lussuosi e club d’élite.

Tuttavia, dietro feste, cappellini, vestiti e crinoline si cela un profondo interesse per l’indagine sociale; attraverso le sue tele Tissot esprime la sua preoccupazione per la condizione femminile, i problemi politici e sociali dell’epoca, i rapporti interpersonali.

L’esotismo è di moda e James si appassiona all’arte giapponese, colleziona oggetti di pregio, stampe orientali e ne riprende lo stile in alcune sue opere, ponendo come di consueto grande attenzione ai dettagli di oggetti e stoffe, molto realistici.

Nel 1871 Tissot è ricco e famoso ma gli eventi storici dell’epoca cambiano il corso della sua vita. E’ in quell’anno infatti che, a causa della guerra franco-prussiana Parigi insorge e crea la Comune alla quale aderirà anche l’artista partecipando a disordini e proteste. Il fallimento dell’opera sociale della Comune lo costringerà a fuggire e a rifugiarsi a Londra.

LeA

Ricordo che a Roma è tutt’ora in corso, e fino al 21 febbraio prossimo, la prima grande mostra su Tissot in Italia, con 80 opere provenienti da diversi musei internazionali.
Mostra “James Tissot” – Roma, Chiostro del Bramante- Via Arco Della Pace, 5 – Informazioni: 06 916 508 451.

E’ L’ORA DI JAMES TISSOT, PITTORE DIMENTICATO (2a parte)

E’ L’ORA DI JAMES TISSOT, PITTORE DIMENTICATO (3a ed ultima parte)

Fonti:
www.leurispes.it
appuntario.blogspot.it
wikipedia.org
Catalogo generale della mostra “JamesTissot”, Roma a cura di Cyrille Sciama – Ed. Skira

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