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Forse ho una visione un po’ troppo romantica, idealizzata e ingenua di quello che significa l’Arte.

L’Arte per me è fondamentalmente votata al “bene”, è bellezza, sentimenti positivi, anche espressione e denuncia del male ma sempre e comunque in forma innocua e pacifica; certo essa esprime quello che l’Uomo è, porta e sente dentro di sé, quindi anche il dolore, la morte, l’aggressività e la brutalità, ogni Artista traduce il suo “essere” ed il suo pensiero a modo suo, in piena libertà e malgrado tutti gli interessi economici che guidano il mondo, secondo me dovrebbe esistere un denominatore comune, una costante, un limite invalicabile che si chiama rispetto per la vita e nonviolenza, oltre il quale non si dovrebbe mai andare e in particolare se si tratta di realizzare, valutare e premiare un’ opera d’arte.

Anche il lavoro più provocatore, d’avanguardia o risultato di disobbedienza civile atto a scuotere le coscienze, attirare l’attenzione e dare scandalo usando “toni forti” dovrebbero essere regolato da questo semplice principio morale e sociale: la salvaguardia e il rispetto verso tutti e tutto ciò che ci circonda.

Quindi, per parafrasare un grande Artista italiano: Credevo fosse Arte … invece era Jan Fabre, in quanto artista noto per i ripetuti maltrattamenti agli animali durante le sue performance.  Belga (Anversa, 1958), impegnato in pittura, scultura e teatro, Fabre con la mostra “Spiritual Guards” ha appena portato a Firenze un centinaio di sue opere, esposte in Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio e presto anche al Forte Belvedere.

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Jan Fabre alla conferenza stampa del “The World Theater Festival” nel 2008

Non è l’unico, come lui Maurizio Cattelan, Damien Hirst, Jannis Kounellis, Cai Guo-Qiang ed altri si sono cimentati in installazioni con animali vivi o morti, ma oggi scrivo di lui perché sta esponendo in Italia e, per quel poco che ne so, mi sembra il più cruento ed estremo.

Spettacoli teatrali che prevedono canarini legati in gabbia o tartarughe con candele accese sui carapaci, installazioni dove si invita il pubblico a lanciare gatti vivi in aria e riprenderli al volo, oppure farli cadere direttamente a terra, gatti impagliati attaccati a ganci da macelleria, cani, scoiattoli, vitelli e cigni …… è vero che l’Arte è libertà ma c’è bisogno di arrivare a tanto per sentirsi liberi ?

Jan Fabre - Installazione con gatti lanciati in aria

Jan Fabre – Installazione con gatti lanciati in aria

Anche se Fabre si è discolpato in passato dicendo “di aver usato per le sue opere solo animali randagi già trovati morti ai lati delle strade” (firenze.repubblica.it), mi chiedo: anche gli scoiattoli e i cigni li ha trovati già morti per strada? I 100 lupi impagliati di Cai Guo-Qiang da dove sono stati presi? Le tigri, pecore, mucche e squali imbalsamati da Damien Hirst come sono stati uccisi ? Mi vien da pensare che almeno in parte siano stati sacrificati di proposito sull’altare dell’Arte.

Bando al voler giudicare a priori e in maniera superficiale e frettolosa, mi sembra, oggettivamente che la vita per queste persone abbia veramente poco valore, che nessun recondito risvolto psicologico possa giustificare i loro metodi e che lasciarli proseguire in questa direzione di brutale esibizionismo in nome di elevati e magari anche giusti concetti, della legittima innovazione ed evoluzione dell’Arte, sia un atteggiamento molto pericoloso dall’esito abbastanza preoccupante nel caso un domani “i poveri animali non fossero più abbastanza d’impatto e ci si dovesse innovare”.

Questo fenomeno di alcune menti arrivate ad aver bisogno della violenza per esprimersi, non dovrebbe, secondo me essere accettato, incentivato e premiato; bensì fermato e regolamentato da altre menti più illuminate, specialmente fra gli “addetti ai lavori”, a costo di allontanare determinate persone dal mondo dell’arte e al di là di qualsiasi interesse.

Non so se attualmente Fabre si esprima ancora attraverso azioni di questo genere, non metto certo in dubbio il suo talento e il fatto che gran parte delle sue opere d’arte siano di pregio e degne di questo nome ma le tante sadiche esibizioni che ha organizzato in nome di una “ricerca artistica tesa ad oltrepassare le barriere espressive” non si possono cancellare e purtroppo è anche, proprio questo suo sprigionare creatività in modo macabro e crudele che l’ha reso famoso in tutto il mondo e fatto diventare uno degli artisti più considerati e rilevanti dell’Arte contemporanea.

Stanotte, Fabre inscenerà uno “spettacolo” che lo vedrà strisciare simulando il movimento di un verme di fronte ai capolavori di Piazza della Signoria come la fontana del Nettuno, la copia del David di Michelangelo e le sculture della Loggia dei Lanzi.

Spero che per lui questo significhi: inchinarsi, mostrarsi umile e piccolo, appunto come un verme davanti a queste grandi opere e, dato che l’artista in questione è stato molto influenzato dell’entomologo Jean-Henri Fabre (1823-1915), naturalista che amava e rispettava gli animali, mi auguro che sotto il cielo di Firenze lo spirito del suo mentore lo illumini, lo faccia riflettere, gli infonda sensibilità, pietà e qualche sano principio.

A questo punto vi chiedo, per favore di spiegarmi e farmi capire, a prescindere dal vostro gusto personale e da qualsiasi concetto animalista: sono irrimediabilmente romantica, ingenua e illusa ? In tutta onestà e sincerità, secondo voi, Artisti e non che mi state leggendo, è giusto e socialmente accettabile, per conto dell’Arte e della libertà di espressione far del male o addirittura uccidere ?

Grazie infinite.

LeA

“Il y a dans la nature et il subsiste dans l’homme un mouvement qui toujours excède les limites”  (C’è in natura e sussiste nell’uomo un movimento che sempre eccede i limiti) – Georges Bataille (1897-1962), scrittore, antropologo e filosofo francese.

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Jan Fabre – Mount Olympus – Gloria al culto della Tragedia – folle spettacolo teatrale di 24 ore, andato in scena nel 2015

Fonti:
www.lastampa.it
musefirenze.it
iperarte.net
firenze.repubblica.it
it.wikipedia.org

Commenti

  1. E’ una vera vergogna che il sindaco Nardella abbia accettato le opere di Jan Fabre… invece di tenere conto della violenza insita nelle opere di questo presunto artista, le fa esporre come se niente fosse. C’è persino una petizione on line che chiede di toglierle. Speriamo funzioni ma credo che ormai la volgarità e la violenza stiano trionfando.

  2. Rosa Canfora Dice: aprile 22, 2016 at 8:41 pm

    Fabre è disturbato. La sua non è arte. Il re è nudo.

  3. Ho visto le opere di Fabre in piazza a firenze. Per me David si è chinato e ha sfiorato la tartaruga.

  4. Helga Meighörner Dice: ottobre 14, 2016 at 10:47 pm

    Sottoscrivo tutto quanto detto. Ma chi non conosce la retroscena di certe opere, non le sa valutare nel modo giusto.

    • Ciao Helga. Lo so, hai ragione, non conosciamo i retroscena ma, con tutta sincerità e serenità, resto del parere che qualsiasi cosa un Artista si senta e voglia esprimere, dalla più dolorosa alla più felice non ha bisogno (né il diritto) di farlo “usando” esseri viventi. Il fatto che Fabre utilizzi animali in grosse quantità è inconfutabile e sotto gli occhi di tutti, il fatto che voglia andare “oltre” per stupire, anche; non sono affatto animalista, è un’altra visione estremista che non condivido; tenendo conto dei miei limiti e dei miei gusti personali, cerco sempre nei miei articoli di essere il più obiettiva ed equilibrata possibile; sbaglierò, ma non mi riesce vedere positivamente alcune “manifestazioni” di quest’artista di grande talento, capacissimo di realizzare opere d’arte sensazionali senza dover per forza ricorrere agli animali, creando scene macabre e cruente che, secondo me, non inducono lo spettatore a domandarsi cosa l’autore vuole esprimere ma semplicemente se quello che ha davanti è un’opera d’arte oppure no. Se vuoi, fammi sapere cosa ne pensi, ne sarò felice. Grazie per aver scritto e buona giornata !

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