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1a parte   CHI E’ L’IRONICO E PROVOCATORE ARTISTA BANKSY ?

Una delle frasi più famose di Banksy è la seguente “Il modo più veloce per arrivare in alto in quello che stai facendo è di metterlo sottosopra”. Detto fatto. Irriverente, abile e coraggioso Banksy è riuscito con gli anni a sovvertire l’ordine, creare scompiglio, panico e “terrore” nel mondo dell’Arte contemporanea tanto da meritarsi l’appellativo di “Terrorista dell’arte”.

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Libro su Banksy di Sabina De Gregori

Con la sua “Guerrilla Art” (movimento artistico nato intorno agli anni ’70), Banksy è riuscito a cambiare la visione di esperti e collezionisti e un atto considerato vandalico è diventato una forma d’Arte. Banksy si è imposto facendosi apprezzare da giovani e meno giovani al punto che le sue opere vengono quotate e vendute per migliaia e migliaia di euro.

Ha dimostrato di non imbrattare le città ma di decorare, con i suoi messaggi figurativi, vecchi muri sporchi, il grigiore del cemento e la tristezza delle macerie.

Sweep at Hoxton a Londra

Questa è Leita, domestica dipinta a grandezza naturale su una parete di Chalk Farm, nella periferia nord di Londra, intenta a nascondere lo sporco dietro l’intonaco del muro (o sotto il tappeto) e si riferisce a chi nel mondo ignora e trascura i problemi dell’Umanità.  

Anni fa Banksy disseminò di ratti i muri di Londra, Parigi e New York. Identificò in quest’animale insignificante, cavia per antonomasia, odiato, perseguitato e cacciato il simbolo dei più deboli, oppressi e bistrattati della società. Il ratto (in inglese RAT anagramma di ART) vive in luoghi sporchi e degradati, si nasconde ed esce spesso di notte, un po’ come fa Banksy.

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La “Madonna con la pistola” è la seconda degli unici due graffiti realizzati da Banksy in Italia e più esattamente a Napoli. Il primo si rifaceva in chiave satirica ad un’opera del Bernini come denuncia contro il consumismo; purtroppo è stato distrutto da un “vandalo” nel 2010 che l’ha ricoperto di scritte. Mentre questa Madonna in estasi con una pistola al posto dell’aureola (richiamo alla malavita) esiste tutt’ora, in Piazza Gerolamini e pochi mesi fa è stata lanciata una petizione per proteggerla in quanto opera d’arte e in considerazione del suo potenziale valore viste le quotazione delle opere di questo artista.

Nell’ Ottobre del 2013 Banksy si divertì ad organizzare un’enorme “caccia al tesoro” fra le strade di New York. Dette vita infatti ad un Progetto chiamato “Better out than in” (Meglio fuori che dentro) che prevedeva la realizzazione di un’opera al giorno, sempre in strade diverse, naturalmente con l’intento di stupire sia per modalità che location, attirare l’attenzione e denunciare.

Numerosi New Yorkesi si lasciarono entusiasmare dall’iniziativa e durante tutto il mese girarono la città alla ricerca dei graffiti o delle installazioni da fotografare prima che venissero rimosse, cancellate o portate via per essere rivendute. Per spiegare alle persone il significato delle opere, Banksy comunicò (sui muri) un numero verde collegato con un’autoguida.

Ecco, in ordine cronologico, alcune delle 31 opere “architettate” ed eseguite da Banksy:

5 Ottobre - Ricostruzione di un contesto idilliaco in

5 Ottobre – Opera mobile, a giro per le strade di New York. Camion dentro il quale è stato costruito un paesaggio idilliaco per regalare un attimo di serenità ai cittadini che lo incontrano.

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9 Ottobre – Opera inquietante e violenta che vuole denunciare le vittime collaterali della missione degli Stati Uniti in Iraq.

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11 Ottobre – Opera mobile intitolata “Le sirene degli agnelli”. Il camion girò per le strade del Meatpacking District, quartiere dove una volta c’erano molti stabilimenti per la macellazione della carne. Sul camion ci sono animali di pelouche e una sirena che imita le urla degli animali portati al macello.

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15 Ottobre – Tribeca. Le Twin Towers. Tributo alle vittime dell’11 settembre 2001. Sagoma delle Torri gemelle con un crisantemo.

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17 Ottobre – Stencil realizzato a Brooklyn. Alcune case d’aste pensarono subito di rimuoverlo per venderlo ma furono preceduti da writers che lo sciuparono e sfregiarono.

Due giornate stupefacenti:

13 Ottobre – Banksy dette alcuni suoi disegni ad un venditore ambulante che aveva il suo banchino a Central Park. Alla fine della giornata furono venduti 7 disegni al costo di 60 dollari l’uno mentre il valore stimato era di centinaia di migliaia di dollari. Gli acquirenti inconsapevoli si ritrovarono in mano una fortuna con pochi dollari.

29 Ottobre – Banksy fece trovare in un negozio dell’usato questo dipinto intitolato “La banalità della banalità del male”. L’artista aveva tempo addietro acquistato la tela nello stesso negozio pagandola 50 dollari. Aggiunse il soldato nazista nel paesaggio e riportò il quadro al negozio senza che nessuno se ne accorgesse. Il dipinto fu battuto all’asta e venduto per più di 300.000 dollari. Il ricavato è andato a favore dell’organizzazione no-profit Housing Works che si occupa fra l’altro dei senzatetto e dei malati di AIDS e che gestisce per l’appunto il famoso negozio dell’usato.

Banksy - La banalità della banalità del male - New York 2013

Banksy – La banalità della banalità del male – New York 2013

Negozio dell'usato, (con la tela in vetrina) gestito dalla Housing Works, nella 23a Strada a New York

Negozio dell’usato, (con la tela in vetrina) gestito dalla Housing Works, nella 23a Strada a New York

L’Artista come suo solito non mancò di fotografare e documentare le sue 31 performances. Ecco il link del video “Artist in Residence” che descrive questo eccezionale progettohttps://www.youtube.com/watch?v=CsxAGTQwrm8


Penso che Banksy racchiuda in sé due grandi valori: quello artistico e quello sociale, veicolando messaggi di grande umanità. Possiede talento, lo condivide con più gente possibile e in favore del suo prossimo.

Una bella persona ma dato che chi vuole il “bene” e per di più dice la verità nuda e cruda a tanti non piace, chissà per quanto ancora “l’Ignoto” continuerà ad essere perseguitato dai “soliti noti”.

Anche se riconosciuto ed accettato come vero artista, Banksy deve essere comunque fermato per la portata dei messaggi che riesce a trasmettere e che disturbano non poco l’intero establishment in quanto esprimono quei valori di pace, libertà, uguaglianza e pulizia che l’establishment stesso ha distrutto e che in maniera ipocrita continua a negare per difendere i propri interessi politici ed economici.


Tornando brevemente al lavoro di Banksy in Palestina (ARTE E LIBERTA’ IN PALESTINA)

S-Banksy,_gandhi_graffiti_on_apartheid_wall-muro di separazione fra Israele e la Cisgiordania o West Bank

Banksy e Gandhi fra le macerie palestinesi

Vi suggerisco di guardare il video “Make this the year you discover a new destination” che l’artista ha girato a Gaza quest’anno, è significativo non solo dal punto di vista artistico: http://banksy.co.uk/films.asp

Ne è stata realizzata una versione più breve da “Askanews”, tradotta in italiano: https://youtu.be/swLluGbrkHk

Buona visione !

LeA

 

Sito amico:
www.artsy.net/artist/banksy – about Artsy

Fonti: 
www.tuvez.com
www.boredpanda.com
www.sognandolondra.com
it.wikipedia.org
3bonline.wordpress.com
www.i-cult.it
lallie.wordpress.com
art.nstory.org
www.ilpost.it
www.focus.it

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