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L’Italia è colma di testimonianze storiche, bellezze architettoniche ed artistiche che non sempre vengono valorizzate.
A volte succede, come nel Comune di Asciano, in Provincia di Siena, dove il 23 luglio con una cerimonia presieduta dal Sindaco è stata riaperta la Chiesa di Sant’Agostino, risalente al tredicesimo secolo, dopo quasi otto anni di restauri.

Accenno storico
Eretta nel 1200 dai padri Agostiniani con annesso il convento (oggi abitazioni), la Chiesa di Sant’Agostino divenne privata in età napoleonica e nel 1857 fu donata alla “Ven. Confraternita di Misericordia e San Chiodo”.
Nel corso dei secoli furono effettuati ampliamenti e modifiche; la facciata attuale in mattoni fu conclusa nel XV° secolo e la struttura è quella ad una sola navata originaria della fine del Cinquecento ed inizio Seicento. Alla stessa epoca risale l’intonaco che coprì gli affreschi esistenti e la realizzazione di sei altari lungo la navata, tra i quali il primo (del 1600) è in stucco dipinto a finto marmo con dorature. L’attuale altare maggiore è del 1755 e le volte in muratura della navata sono della metà dell’Ottocento.

Il restauro
Nel 2008, all’inizio del progetto di restauro strutturale e architettonico della Chiesa, furono individuati e quindi riportati alla luce interessanti affreschi di epoca medievale, rimuovendo tutti gli strati di vernice grigia applicati negli anni, riscoprendo le dorature e le policromie originarie, restaurando dipinti e stucchi.

Affreschi e stucchi prima e dopo il restauro

In particolare sono stati ritrovati:

• Un antico rosone circolare, nel coro della chiesa e decorazioni dipinte a trompe l’oeil.

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Antico rosone circolare nel coro – Chiesa Sant’Agostino, Asciano (Siena)

• Nel coro è presente anche la lastra tombale di Giacomo Scotti, realizzata nel 1470 da Urbano da Cortona (allievo di Donatello). Giacomo Scotti, vissuto a cavallo tra il Trecento ed il Quattrocento era un ricchissimo mercante senese che dalla città si era ritirato ad Asciano. Nella chiesa di Sant’Agostino possedeva ben due altari.

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Lastra tombale di Giacomo Scotti – autore: Urbano da Cortona, 1470 – Chiesa Sant’Agostino, Asciano (Siena) – Incisione del nome Scotti

Stemmi di famiglie nobiliari senesi come quello dei Bandinelli che avevano il loro palazzo vicino alla chiesa (l’attuale Museo di Palazzo Corboli), quello della famiglia Nannini e lo stemma degli Scotti.

Il grande affresco del presbiterio, con una serie di santi dipinti.

Prima, durante e dopo il restauro

Il Sant’Antonio Abate della seconda metà del ‘200 e il tendaggio dipinto vicino alla porta d’ingresso della chiesa.

I sei altari delle pareti fra i quali il primo a destra con un affresco a olio rappresentante Santa Monaca (o Monica?).

• Il secondo altare a sinistra, il primo realizzato nel 1600 e rappresentante l’ “Incoronazione della Madonna” è l’unico rimasto sempre visibile e mai intonacato, probabilmente perché molto venerato; gli furono anzi aggiunti due angeli e la cornice in prospettiva.

• Anche l’ altare maggiore è stato restaurato. Vi si può vedere la firma dell’autore (Ad. 22 Aprile F. Stefano Cremona 1755 D. Arosio) e nella nicchia è stata posta la stampa fotografica di un particolare della “Madonna delle Grazie” o “Madonna col bambino e Santi” di Matteo di Giovanni da Siena (1428-1495). L’originale, conservato al Museo Corboli adiacente la chiesa, è parte di un polittico in tempera su tavola ed era già presente nella nicchia dell’altare maggiore nel secolo scorso; ma venne trafugato, poi ritrovato e quindi conservato al sicuro nel Museo.

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Firma dell’autore dell’altare maggiore (Ad. 22 Aprile F. Stefano Cremona 1755 D. Arosio) – Chiesa Sant’Agostino, Asciano (Siena)

A questo punto il complesso intervento di consolidamento e restauro si è concluso e gli abitanti di Asciano possono essere veramente fieri del “loro” prezioso patrimonio, fatto rifiorire.

LeA 

Fonti:
Ditta Iacopini Fabrizio - Conservazione e restauro di opere d’arte.
Museo Civico Archeologico e d'Arte Sacra Palazzo Corboli - Asciano
Foto di LeA, Wikipedia e altre gentilmente concesse dalla Ditta restauratrice.

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