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Poche immagini, girate con maestria per esplorare uno dei tanti aspetti di un sentimento così vasto, complesso ed articolato come l’Amore.
Cinque minuti che coinvolgono ed emozionano immediatamente: è “Nexus” (legame, in latino), l’ultimo microfilm del regista veneto Michele Pastrello, noto dal 2006 nel mondo del cinema indipendente e vincitore di prestigiosi premi.

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Il regista Michele Pastrello

Michele Pastrello ha voluto affrontare il tema dell’Amore quale legame eterno e indissolubile che lega due persone che si amano, quale filo invisibile e misterioso che permane anche dopo la morte, oltre la vita terrena, ma anche della difficoltà ad entrare in un ordine di idee diverso, che contempli il distacco dall’amata e da questa Terra come il naturale proseguimento di una vita che sarà solo diversa.

Michele Pastrello è riuscito a tradurre in immagini, con grande sensibilità, tatto e delicatezza tutto il mondo interiore del protagonista, permettendogli, con alcuni sapienti sguardi rivolti verso la macchina da presa di stabilire un contatto con lo spettatore, di parlargli direttamente e creare così una grande empatia. molta emozione e coinvolgimento.

Non c’è una vera e propria sceneggiatura, né una trama, dato che il regista descrive i pensieri, i ricordi e le sensazioni dell’anziano Signore che ha perso la moglie, soffermandosi sulle poche azioni quotidiane e rituali alle quali l’anziano rimane attaccato, condizionato dall’assenza della persona amata.
A grandi linee, si può dividere il film in tre parti: 1) la cura, della casa e della propria persona; 2) i ricordi; 3) la possibilità di un incontro.

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Poche parole aprono il filmato, poi solo i rumori di sottofondo, il ticchettio del tempo che passa e una colonna sonora, “Alone made of ice” (Maldito) che si integra perfettamente col film grazie al testo e alla musica che, con la sua modernità crea un bellissimo contrasto con l’anziano signore e induce forse anche lo spettatore a considerare un ulteriore peculiarità dell’Amore, cioè quella di non avere età, di esistere per i giovani ragazzi che oggi festeggiano San Valentino, come per gli anziani.

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All’interno del grande tema dell’Amore, sono infatti molte le interpretazioni che ognuno, secondo la propria percezione può dare a questo filmato; tanto si può trarre da esso, in modo del tutto personale; ed è proprio questo che ha voluto fare Michele Pastrello, col quale ho parlato durante una breve intervista: non imporre una propria interpretazione per non limitare quella dello spettatore, lasciando soprattutto l’epilogo aperto, pervaso di “fantastico” e di poesia.

LeA


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