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18 Gommoni di salvataggio dei profughi, appesi alla facciata di Palazzo Strozzi a Firenze.
E’ l’installazione dedicata al dramma dei migranti che Ai Weiwei, il più famoso artista cinese vivente e grande protagonista dell’arte contemporanea porterà a Firenze in occasione della sua mostra che si terrà dal 23 settembre 2016 al 22 gennaio 2017.

Artista dissidente, in aperto contrasto col governo cinese, Ai Weiwei, 57 anni, è celebre per le sue opere che ha esposto nei più grandi musei del mondo ma anche per il suo attivismo politico ed il suo impegno sociale a favore della libertà di espressione e dei diritti umani.

La mostra di Firenze occuperà eccezionalmente tutti gli spazi di Palazzo Strozzi: la facciata, il cortile, il Piano Nobile e la Strozzina: un’unica grande esposizione dove antico e contemporaneo s’incontreranno, connubio molto utilizzato dall’artista nelle sue opere.

La facciata accoglierà quindi i diciotto gommoni arancioni quale significativo tributo ai migranti.
Nel cortile verrà installata “Refraction”, enorme ala metallica di oltre cinque tonnellate realizzata con pannelli solari tibetani, “metafora della costrizione e della negazione della libertà”.
Mentre non sono ancora note le opere che occuperanno gli altri locali del Palazzo.

La Mostra
Orario
Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00
Giovedì: 10.00-23.00
Info: Tel +39 055 2645155
info@palazzostrozzi.org
http://www.palazzostrozzi.org/mostre/aiweiwei/

L’installazione dei gommoni a Firenze dà seguito a quella realizzata all’inizio dell’anno (febbraio 2016) a Berlino in occasione di “Cinema for Peace”, un evento collaterale alla Berlinale rivolto alle opere cinematografiche a contenuto sociale.
Ai Weiwei ha avvolto intorno alle colonne della Konzerthaus 14 mila giubbotti di salvataggio utilizzati dai migranti tratti in salvo nell’isola greca di Lesbo, come memoriale “temporaneo” dedicato ai rifugiati.

Accenno biografico

Ai Weiwei, architetto, scultore, designer e fotografo cinese, è nato a Pechino nel 1957 e da subito ha vissuto la repressione del regime ed il senso di ribellione, dato che suo padre, poeta, fu perseguitato ed arrestato proprio tra il ’57 e il ’59.
Nel 1981 l’artista va a vivere a New York e farà ritorno in Patria solo nel 1993 per aiutare la famiglia ed assistere il padre malato. Si stabilisce in Cina dove realizza grandi opere e continua instancabilmente a denunciare corruzione, scandali e gli arresti di numerosi scrittori, avvocati e blogger impegnati nella difesa dei diritti civili.
Nel 2011 viene incarcerato per 81 giorni e privato del passaporto fino al 2015. Attualmente egli si divide tra Berlino e Pechino.
L’anno scorso, Amnesty International gli ha conferito il riconoscimento di Ambassador of Conscience per le sue azioni a favore dei diritto dell’Uomo.

La sua arte

Ai Weiwei parla di sé stesso, della storia antica e moderna della Cina e della sua gente, egli affronta il passato, denuncia il presente e ambisce ad un futuro migliore.

Tra le opere di Ai Weiwei si alternano quelle dal puro significato artistico e quelle ad alto impatto politico e sociale, fortemente intrise di rabbia e ribellione e cariche di umanità; esse sfociano dal vissuto dell’artista e mirano a cambiare la realtà, provocare e scuotere le coscienze, senza mai venir meno all’attenzione per l’estetica e alla creatività.

La grande arte e la protesta ideologica s’incontrano quindi, convivono, spesso collaborano ed hanno molti punti in comune.

Costantemente, infatti si ritrovano numerose dualità che caratterizzano l’intero pensiero e le installazioni di Ai Weiwei:
• antico e moderno
• arte e artigianato
• naturale e tecnologico
• distruzione e ricostruzione

Ovunque sono presenti riferimenti all’alienante rigore e la mancanza d’individualità imposti dal regime, come l’intento di riabilitare il lavoro artigianale, soffocato dal collettivismo operaio; sono sempre presenti le origini e i temi dell’antica cultura cinese, l’ammirazione dell’artista per la tradizione artistica del suo Paese e la sua volontà di attirare l’attenzione con forme, dimensioni e gesti estremi.

Egli crea utilizzando legno, pietra, ceramica e marmo; ricicla veri e propri frammenti del passato: pezzi di templi abbandonati o abbattuti, vasi di terracotta ed altri oggetti delle Dinastie Qing, Ming e Han, abbinati ad elementi attuali;
il marmo proviene gran parte delle volte dalle cave servite per la costruzione della Città Proibita e per il mausoleo di Mao Tse Tung in piazza Tiananmen, quindi non un marmo qualunque, bensì carico di significati storici e politici.

Alcune opere

Straight, 2008-2012
Novanta tonnellate di barre d’acciaio contorte, recuperate dai resti delle scuole distrutte durante il terremoto di Sichuan, nel 2008 dove persero la vita 5.335 bambini e ragazzi; barre di ferro raddrizzate a mano dall’artista e dai suoi collaboratori per costruire un Memoriale, a ricordo non solo dei bambini caduti ma anche della colpevole complicità umana nelle catastrofi naturali. Tutti i nomi delle vittime accompagnano l’installazione !
Tantissime furono infatti le scuole crollate, vicino ad edifici rimasti quasi intatti, in quanto costruite senza rispettare le norme antisismiche e con materiali scadenti (Tofu).
Ai Weiwei, insieme ad altri attivisti e associazioni non governative avviò una campagna per denunciare l’inadeguatezza delle infrastrutture, le responsabilità, la corruzione e l’incompetenza di autorità e funzionari ma furono minacciati, ostacolati e in alcuni casi arrestati dal governo.

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Ai Weiwei – Straight – Royal Academy of Arts, Londra

Horses, 2014 – Porcellana e vernice per auto
Il cavallo, tematica ricorrente nel Rinascimento (studio anatomico dei cavalli, statue equestri, ecc), simbolo della Dinastia Tang e dono diplomatico cinese negli anni ’70.
La disposizione dei cavallini, in file rigorosamente identiche riporta al concetto di regime.

Souvenir da Shangai, 2012
Costruzione di mattoni e legno intagliato, pezzi dello studio di Ai Weiwei a Shangai, distrutto dalle autorità cinesi senza dare nessuna spiegazione all’artista.
Giroletto in legno di rosa della dinastia Qing.

He Xie, 2011 – Porcellana
“He Xie”, in cinese significa granchio di fiume ma anche “armonia”, parola prediletta della propaganda di regime e che nel linguaggio di internet ora indica “censura”.
Per protesta contro la demolizione del suo studio a Shangai, Ai Weiwei organizzò una festa con granchi di fiume per i suoi sostenitori. In quell’occasione fu per la prima volta posto agli arresti domiciliari illegalmente.

S.A.C.R.E.D., 2013 – Supper, Accusers, Cleansing, Ritual, Entropy, and Doubt (Cena , accusatori, pulizia, Rituale, Entropia, e Dubbio)
Tre delle sei ricostruzioni della cella dove Ai Weiwei è stato rinchiuso nel 2011. Sei momenti della giornata costantemente sorvegliato da due guardie e le telecamere; quest’ultime si differenziano, sono in marmo, per evidenziarne l’inutilità e ridicolizzare il potere dello Stato.

Marble Stroller, 2014 – Marmo
Un passeggino in un prato, pietrificati.
Rappresentano l’agghiacciante storia realmente accaduta ad Ai Weiwei quando, un giorno portava a passeggio il suo bambino. Un uomo si avvicina e li fotografa, l’artista affronta la persona che sosteneva di essere un turista e riesce a confiscargli la memory card. Controllandola a casa, vi trovò centinaia di foto di suo figlio.

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Ai Weiwei – Marble Stoller – Royal Academy of Arts, Londra

Bicycle Chandelier, 2015 – La Trasformazione della Società cinese. Enorme candelabro realizzato con telai di biciclette che un tempo erano un simbolo della Cina ed oggi sono state soppiantate dalle auto e dal conseguente inquinamento atmosferico.

Stone Pillar, 2014 – Pilastri antichi in pietra e vernice per auto Ferrari

Colored Vases, 2007-2010 – Terracotta e vernice acrilica
Sedici antichi vasi dipinti con vernice industriale.
Alle spalle dell’installazione si vedono 3 foto nelle quali Ai Weiwei getta per terra un altro vaso della dinastia Han: “per esprimere il concetto che nuove idee e valori possono essere prodotti dall’iconoclastia”; da questo gesto emerge il grande senso di sfida, nonché il livello estremo di rabbia e di ribellione dell’autore.

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Ai Weiwei – Colored Vases – Royal Academy of Arts, Londra

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Ai Weiwei – Colored Vases and photos – Royal Academy of Arts, Londra

Vaso HAN con marchio Coca Cola
Reinterpretazione di un oggetto antico con elemento moderno.

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Ai Weiwei – Royal Academy of Arts, Londra

La distruzione di un vaso antichissimo (più di duemila anni) o la sua verniciatura hanno attirato diverse critiche nei confronti dell’autore;
CHE NE PENSATE ?
Personalmente non sono favorevole a tali gesti dimostrativi, ma credo possa essere considerata poca cosa in confronto alla grandezza artistica di Ai Weiwei, all’impegno e alla dedizione per la causa di milioni di persone nel mondo, veicolati tutti i giorni col suo lavoro.

Sono del parere che qualunque saranno le opere esposte a Firenze, i visitatori, oltre all’arte, troveranno sicuramente tanta umanità e sentimento a testimoniare il sofferto e drammatico rapporto di Ai Weiwei col suo Paese, al quale sente fortemente di appartenere e al quale con altrettanta forza si ribella.

LeA

Curiosità
Nell’onomastica cinese il cognome precede il nome, pertanto Ai è il cognome dell’artista e Weiwei il nome.
Il pubblico cinese, che adora l’artista, lo ha soprannominato, giocando sull’omofonia dei caratteri, Ai Weilai, “Amare il futuro”.

Le foto delle opere sono state scattate personalmente nel 2015, alla mostra “Il Giardino Incantato” di Mantova e alla mostra tenutasi alla Royal Academy di Londra, eccetto 2 riferite all’opera SACRED e riprese da Wikipedia.

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Stadio nazionale di Pechino, chiamato “Nido d’uccello” e progettato da Ai Weiwei per le Olimpiadi estive del 2008

Fonti:
 palazzostrozzi.org
 vita.it
 rainews.it
 artribune.com
 internazionale.it
 it.phaidon.com
 allinfo.site

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